L'Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l'avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva. Lo riporta Axios. Secondo le fonti, la nuova proposta sarebbe stata presentata agli Stati Uniti tramite mediatori pakistani. «La diplomazia è in una fase di stallo e la leadership iraniana è divisa su quali concessioni sul nucleare debbano essere messe sul tavolo. La proposta iraniana aggirerebbe questo problema, puntando a un accordo più rapido», osserva Axios.

La proposta «si concentra sulla risoluzione della crisi relativa allo Stretto e al blocco statunitense. Come parte di questo accordo - spiega Axios - il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero su una fine definitiva della guerra.
Secondo la proposta, i negoziati sul nucleare inizierebbero solo in una fase successiva, dopo l'apertura dello stretto e la revoca del blocco».

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe tenere lunedì un incontro sull'Iran con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale e la politica estera per «discutere dello stallo nei negoziati e dei possibili prossimi passi».

PUNTI CHIAVE

15:18

Putin al ministro degli Esteri iraniano: "Mosca farà il possibile per la pace in Medio Oriente"

14:54

Teheran, "l'esercito deve avere per legge l'autorità dello Stretto di Hormuz"

08:19

Iran a Usa, negoziati sul nucleare dopo apertura Hormuz e revoca del blocco

18:50

Cremlino, "dagli Usa nessun malcontento per l'incontro Putin-Araghchi"

Gli Stati Uniti non hanno espresso malcontento per l'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Si tratta di una normale attività diplomatica. Lo ha dichiarato il consigliere presidenziale russo, Yuri Ushakov. "No, nessuno ha espresso alcun atteggiamento negativo. Fa parte della normale attività diplomatica. Inoltre, dato l'impegno della Russia per la soluzione del conflitto iraniano, è del tutto naturale che ci incontriamo con Araghchi, che credo abbia qualcosa da dire", ha detto Ushakov all'emittente Vesti.

18:43

Rubio, "l'Iran fa sul serio sull'accordo"

Marco Rubio sostiene che l'Iran "faccia sul serio" sull'accordo per tirarsi fuori "dal caos in cui si trovano". In un'intervista a Fox News il segretario di Stato ha spiegato che la leadership del regime" è a brandelli" e sta cercando di "guadagnare tempo". "Credo che facciano sul serio considerati tutti i problemi che l'Iran aveva già. Pochi mesi fa hanno affrontato delle rivolte, rivolte di natura economica. L'inflazione è peggiorata Stanno ancora affrontando una siccità. Hanno ancora difficoltà a pagare gli stipendi. La loro economia è in ginocchio e devono far fronte a sanzioni paralizzanti imposte da tutto il mondo. Tutti questi problemi sussistono e molti di essi sono addirittura peggiori", ha sottolineato Rubio. "E ora si ritrovano con la metà dei missili, senza più fabbriche, senza marina e senza aviazione. Tutto ciò è stato distrutto. Dunque, la loro situazione è peggiore e sono più deboli".

18:42

L'Egitto sente Iran, Turchia e Paesi del Golfo, "priorità al negoziato"

In un ulteriore sforzo per spingere Usa e Iran al tavolo del negoziato, il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha avuto numerose conversazioni telefoniche con i suoi omologhi di Iran e Turchia, Arabia Saudita, Bahrein, Qatar e Pakistan, per discutere della de-escalation regionale. Le discussioni, afferma una nota del ministero egiziano, si sono concentrate sulla rapida evoluzione della situazione nella regione e sull'importanza di intensificare gli sforzi a sostegno dei negoziati. "Ciò contribuirebbe a consolidare il cessate il fuoco, porre fine alla guerra, ridurre le tensioni regionali e garantire la libertà di navigazione, considerate le gravi ripercussioni che qualsiasi restrizione di tale libertà avrebbe sulle catene di approvvigionamento, sul commercio internazionale e sull'economia globale", si legge ancora nella nota.

18:22

Macron, "nelle prossime ore parlerò con l'Iran dello stretto di Hormuz"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato che contatterà le autorità iraniane per "affrontare il problema" dell'aumento dei prezzi del carburante "alla radice" e provare a ottenere la riapertura dello Stretto di Hormuz. "La causa del problema - ha detto il presidente parlando nel corso di una visita ad Andorra - è che oggi c'è questo blocco e lo stretto di Hormuz è chiuso. Quindi, bisogna affrontare il problema alla radice, consentire alle cose di rimettersi in moto".

16:39

Araghchi, "l'Iran sta valutando la richiesta di colloqui dagli Stati Uniti"

Gli Stati Uniti hanno proposto all'Iran colloqui e Teheran ora sta valutando questa opzione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi in un commento all'emittente russa Vesti, commentando le dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, il quale si definisce "vincitore". "Non ha raggiunto un singolo obiettivo. Ecco perché chiede i colloqui e ora stiamo valutando questa opzione", ha detto Araghchi.

15:18

Putin al ministro degli Esteri iraniano: "Mosca farà il possibile per la pace in Medio Oriente"

La Russia spera che il popolo iraniano superi questo periodo di difficoltà e che la pace arrivi: lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, durante l'incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a San Pietroburgo, come riferiscono le agenzie russe. Il presidente ha sottolineato che la Russia farà tutto il possibile, nell'interesse dell'Iran e degli altri Paesi della regione, "per portare la pace in Medio Oriente il più rapidamente possibile". Putin ha inoltre affermato di aver ricevuto la scorsa settimana un messaggio dalla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. "La scorsa settimana ho ricevuto un messaggio dalla Guida Suprema dell'Iran. Vorrei chiederle di trasmetterle la mia sincera gratitudine e di confermare che la Russia, come l'Iran, intende proseguire le nostre relazioni strategiche", ha dichiarato Putin, citato da Interfax. "Naturalmente, ci auguriamo vivamente che, confidando nel coraggio e nel desiderio di indipendenza, sotto la guida di un nuovo leader il popolo iraniano superi questo difficile periodo di prove e che arrivi la pace", ha aggiunto il leader russo.
All'incontro tra il leader russo e il ministro degli Esteri iraniano a San Pietroburgo hanno partecipato per parte russa il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, il consigliere presidenziale Yuri Ushakov e il capo dell'Intelligence militare, Igor Kostyukov. Da parte iraniana oltre al capo della diplomazia, sono stati presenti il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi e l'ambasciatore a Mosca, Kazem Jalali.


14:54

Teheran, "l'esercito deve avere per legge l'autorità dello Stretto di Hormuz"

Secondo la proposta di legge in discussione nel Parlamento iraniano per la gestione della via navigabile, le forze armate iraniane sarebbero l'autorità responsabile dello Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, aggiungendo che le forze armate hanno già il controllo dello stretto e stanno cercando di vietare il passaggio di "navi ostili". Azizi ha anche affermato che la proposta di legge prevede che i proventi finanziari derivanti dallo stretto debbano essere pagati nella valuta locale, il rial.

13:04

Media, "attesa oggi una riunione di Trump con i suoi sull'Iran"

Il presidente Usa, Donald Trump, dovrebbe tenere una riunione nella Situation Room sull'Iran con il suo team di punta per la sicurezza nazionale e la politica estera. Lo riporta Axios citando tre funzionari statunitensi. Il team di Trump - è stato riferito - discuterà dello stallo nei negoziati e dei possibili passi successivi.

12:24

Pizzaballa, "il dolore è di tutti, ma c'è chi occupa e chi è occupato"

Il dolore attraversa tutta la Terra Santa ma le situazioni "non sono tutte identiche". Non si può "stilare una graduatoria della sofferenza" ma "esiste una differenza tra chi esercita il potere e chi lo subisce, tra chi governa e chi è governato, tra chi possiede le armi e chi ne è minacciato, tra chi occupa e chi è occupato". Lo scrive il cardinale di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, in una lettera pastorale ai fedeli della sua diocesi sottolineando che "le responsabilità sono diverse. Riconoscere questa differenza è un atto di rispetto verso la giustizia e la verità". Serve "guarigione dall'odio e dalla memoria tossica".

10:41

Leader Hezbollah, "negoziare con Israele creerà un ciclo di instabilità"

Il leader di Hezbollah Naïm Qassem ritiene che i negoziati con Israele faranno precipitare il Libano in un "ciclo di instabilità", ribadendo il suo "categorico rifiuto" di negoziati diretti con Israele. Hezbollah inoltre non si tirerà indietro di fronte alle "minacce" israeliane, afferma il suo leader in una dichiarazione letta dall'emittente televisiva affiliata Al-Manar. "Questi negoziati e il loro esito non esistono e non ci riguardano minimamente - ha affermato - Continuiamo la nostra resistenza per difendere il Libano".

10:36

"Araghchi ai mediatori, manca consenso nella leadership iraniana su richieste Usa"

l ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe chiarito ai mediatori pakistani, egiziani, turchi e qatariani, durante il fine settimana, che non c'è consenso all'interno della leadership iraniana su come affrontare le richieste statunitensi. Lo riporta Axios citando una fonte. Gli Stati Uniti chiedono all'Iran di sospendere l'arricchimento dell'uranio per almeno un decennio e di rimuovere l'uranio arricchito dal Paese. La nuova proposta, presentata agli Stati Uniti tramite i mediatori pakistani, si concentra innanzitutto sulla risoluzione della crisi nello stretto di Hormuz e del blocco statunitense. Nell'ambito di tale accordo, ricorda il media americano, il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero per una fine definitiva della guerra.

10:16

Bbc, "oltre 2.000 marittimi bloccati su 105 petroliere a Hormuz"

Secondo un'associazione di categoria delle compagnie di navigazione petrolifera, circa 2.400 marittimi rimangono bloccati su oltre 105 petroliere nello Stretto di Hormuz. Lo scrive la Bbc. L'Iran ha dichiarato che lo stretto strategico per la navigazione, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto (Gnl) mondiale, non può essere riaperto a causa delle "flagranti violazioni del cessate il fuoco" da parte di Stati Uniti e Israele.

Intervenendo al programma Today della BBC, Tim Wilkins, direttore generale dell'associazione di categoria dei trasportatori di petroliere Intertanko, ha descritto come questa chiusura abbia causato il blocco di numerosi marittimi al largo delle coste iraniane. Wilkins spiega che a bordo si registrano "un'enorme quantità di ansia, stress e stanchezza", poiché gli equipaggi devono gestire le provviste di base, tra cui cibo e acqua, e svolgere compiti pratici come la rimozione dei rifiuti. "Molti sono bloccati a bordo senza alcuna certezza su quando potranno tornare a casa", aggiunge.

08:19

Iran a Usa, negoziati sul nucleare dopo apertura Hormuz e revoca del blocco

L'Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l'avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva. Lo riporta Axios. Secondo le fonti, la nuova proposta sarebbe stata presentata agli Stati Uniti tramite mediatori pakistani. "La diplomazia è in una fase di stallo e la leadership iraniana è divisa su quali concessioni sul nucleare debbano essere messe sul tavolo. La proposta iraniana aggirerebbe questo problema, puntando a un accordo più rapido", osserva Axios.

07:22

Il ministro degli Esteri iraniano a San Pietroburgo per colloqui con Putin

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a San Pietroburgo per incontrare e discutere con il presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta l'agenzia di stampa statale iraniana IRNA su Telegram. L'agenzia di stampa moscovita TASS aveva precedentemente confermato che Putin aveva in programma di incontrare Araghchi.

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