È di almeno 37 morti il bilancio dell’attacco russo che nella tarda serata di venerdì 28 agosto ha colpito un deposito militare nel villaggio di Myla, nel distretto di Bucha, alle porte di Kiev. Altre 42 persone sono rimaste ferite, tra cui quattro bambini. Secondo quanto riferito dalle autorità ucraine, un drone russo ha colpito il magazzino provocando una violenta esplosione e successive detonazioni.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha precisato che la struttura apparteneva alle forze di difesa ucraine e che al suo interno erano conservati proiettili, mine, altre munizioni, esplosivi e droni. Il deposito, ha denunciato il presidente, non avrebbe dovuto trovarsi in un centro abitato. Zelensky ha parlato di una «situazione terribile» e di una grave negligenza, annunciando l’apertura di un procedimento penale. Procuratore generale, ministero dell’Interno, servizi di sicurezza e stato maggiore sono stati coinvolti nelle indagini per accertare le responsabilità.

Duro anche il premier ucraino Serhiy Koretskyi, che ha definito quanto accaduto una «negligenza criminale» e ha assicurato che i responsabili saranno puniti. Il premier ha richiamato un precedente episodio avvenuto a Vyshneve, sempre nella regione di Kiev, dove l’esplosione di un deposito di munizioni aveva provocato vittime e gravi danni alle abitazioni. «Nel quinto anno di guerra, commettere gli stessi errori è negligenza criminale», ha affermato.

Nell’area di Myla circa 50 edifici residenziali sono rimasti danneggiati. Le esplosioni e gli incendi hanno interessato anche abitazioni, un ristorante e una struttura di assistenza per anziani e persone con disabilità. Centinaia di residenti sono stati evacuati: le prime stime parlavano di 381 persone, tra cui 59 minori. Sette feriti sono stati ricoverati in ospedale.

A Dmitrivka è stato allestito un centro operativo per assistere gli abitanti, distribuire pasti caldi e fornire sostegno psicologico. Proseguono inoltre le operazioni di soccorso, la rimozione delle macerie e le verifiche sugli edifici coinvolti. Tra le vittime figura anche Taras Didych, capo della comunità territoriale di Dmitrivka.

Mosca ha sostenuto che il deposito colpito contenesse componenti e propulsori destinati a droni ucraini a lungo raggio. Il ministero della Difesa russo ha inoltre riferito di attacchi contro i porti di Mykolaiv e Izmail e contro strutture logistiche e depositi collegati ai missili da crociera ucraini Flamingo nella regione di Kiev.

Nelle stesse ore la guerra ha colpito anche il territorio russo. Le autorità della regione di Rostov hanno denunciato un «attacco massiccio» di droni ucraini, con almeno sette feriti. Frammenti di un drone intercettato hanno danneggiato due complessi residenziali nel distretto Proletarsky, mentre altri feriti sono stati segnalati nel distretto di Aksay.

Colpite anche strutture logistiche. Una società russa ha riferito che un proprio magazzino è stato raggiunto da un drone e che i dipendenti erano stati evacuati in anticipo. Il ministero della Difesa di Mosca sostiene di aver abbattuto nella notte 313 droni ucraini sopra il territorio russo e sulle acque del Mar d’Azov e del Mar Nero.

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