Sono sette le persone rimaste ferite. L’attacco è avvenuto nel Dnipropetrovsk. I prossimi colloqui di pace tra le delegazioni di Mosca e Kiev si terranno ad Abu Dhabi il 4 e 5 febbraio
Sono almeno 15 le persone uccise nell’ultimo attacco russo avvenuto nel Dnipropetrovsk. Lo riferisce la più grande azienda energetica privata ucraina, Dtek, secondo cui la Russia ha lanciato un attacco di massa, prendendo di mira le sue miniere. Uno degli attacchi ha colpito un autobus di linea nella città di Ternivka, che trasportava minatori dopo il turno. «Al momento, sappiamo che 15 minatori sono morti. Secondo le informazioni preliminari, altri sette sono rimasti feriti», ha fatto sapere l’azienda su Telegram.
L'area vicino all'autobus è stata colpita da un drone russo, secondo quanto dichiarato dal governatore dell'Oblast' di Dnipropetrovsk, Oleksandr Hanzha. «L'autobus di linea trasportava minatori, civili non coinvolti nei combattimenti. Questo è l'ennesimo attacco brutale con vittime, solo per oggi», ha detto il difensore civico Dmytro Lubinets.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere armi ai leader europei. «Solo nel mese di gennaio, la Russia ha lanciato contro di noi più di 6mila droni d'attacco, circa 5.500 bombe aeree guidate e 158 missili di vario tipo. Praticamente tutti questi attacchi hanno preso di mira il settore energetico, le ferrovie e le nostre infrastrutture, ovvero tutto ciò che sostiene la vita normale», ha scritto su X. «Ogni giorno sono necessari missili per Patriot, Nasams, F-16 e altre piattaforme. Ringrazio tutti i partner che lo comprendono e ci aiutano».
Le trattative
Intanto, per il 4 e 5 febbraio sono attesi ad Abu Dhabi gli inviati di Russia, Ucraina e Stati Uniti per proseguire i colloqui di pace. Nel pomeriggio del 31 gennaio l'alto inviato russo, Kirill Dmitriev, ha detto di aver tenuto un «incontro costruttivo con la delegazione di pace Usa» in Florida.
In vista dei colloqui negli Emirati Arabi Uniti, il leader ucraino Zelensky ha detto: «L’Ucraina è pronta per una discussione sostanziale e siamo interessati a garantire che l'esito ci avvicini a una fine reale e dignitosa della guerra».
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