Gli inviati di Donald Trump sono attesi oggi a Kiev, durante la tregua di 72 ore accettata da Putin e Zelensky nelle rispettive capitali. È la prima loro visita dall’inizio dell’invasione russa
Gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, oggi attesi a Kiev, sabato hanno avuto un colloquio di tre ore con il presidente russo Vladimir Putin, con cui «hanno discusso piani concreti per i prossimi passi, che saranno annunciati nelle prossime settimane». Lo ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca alla Cnn.
I colloqui sono stati «costruttivi ed estremamente franchi», ha detto Yuri Ushakov, che dal 2012 è consigliere e assistente del presidente Putin per le questioni inerenti alla politica estera. Gli Stati Uniti hanno avanzato «diverse idee» nel corso delle discussioni e, ha spiegato, il presidente russo ha confermato il proprio impegno a proseguire la collaborazione con gli Usa per trovare una soluzione politica e diplomatica al conflitto. Lo riporta la Tass, aggiungendo inoltre che Putin avrebbe anche espresso la necessità di affrontare le cause profonde del conflitto in Ucraina.
La delegazione Usa capeggiata da Witkoff e Kushner – che hanno incontrato Putin «per portare avanti l’agenda di pace di Trump», ha detto ad Axios un funzionario statunitense – è composta da funzionari del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, del Dipartimento di Stato e del Tesoro. Le parti, ha aggiunto il funzionario, «attendono con interesse incontri altrettanto produttivi in Ucraina. Dopo Mosca, infatti, per Witkoff e Kushner è in programma una visita a Kiev, la loro prima nella capitale dall’inizio dell’invasione del paese da parte della Russia.
Attacchi russi
Kiev e Mosca sabato hanno accordato una mini tregua di 72 ore, durante le visite della delegazione statunitense nelle rispettive capitali. Sono continuati però gli attacchi nel resto del paese: in 24 ore, secondo quanto riporta Ukrinform, l’esercito russo ha lanciato 886 attacchi contro 54 insediamenti nella regione di Zaporizhzhia. Una persona è stata uccisa e 25 sono state ferite, riporta su Telegram Ivan Fedorov, copresidente del Consiglio di difesa regionale.
Droni ucraini avrebbero invece colpito, provocando un incendio, una raffineria petrolifera russa a Ryazan, a circa 150 chilometri a sud-est di Mosca, e «altre città russe», scrive il Kyiv Independent.
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