L’episodio è avvenuto a ridosso della Blue Line, dove un drone ha lanciato una granata a meno di trenta metri dai caschi blu. La denuncia della missione in Libano
Un nuovo attacco da parte dell’esercito israeliano ha preso di mira la missione di pace delle Nazioni unite in Libano (Unifil). Secondo quanto riporta l’Onu una granata è stata lanciata contro i caschi blu a meno di trenta metri di distanza. I fatti sono avvenuti a ridosso della Blue line, la linea di confine tra Libano e Israele e nessun soldato è stato ferito.
«Ieri, i peacekeeper impegnati in un pattugliamento programmato nei pressi di Adeisse sono stati avvertiti dalla popolazione locale di un possibile pericolo all'interno di un'abitazione e hanno scoperto un ordigno esplosivo collegato a una corda detonante – ha fatto sapere la stessa Unifil in un comunicato – le forze di pace hanno creato un cordone di sicurezza e si sono preparate a controllare un'altra abitazione. Poco dopo, un drone che si trovava in volo sulle loro teste ha sganciato una granata a circa 30 metri dalle forze di pace».
«Tali attività dell'Idf sul territorio libanese – prosegue il comunicato – mettono a rischio i civili locali e costituiscono una violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza. Ricordiamo all'Idf il suo obbligo di garantire la sicurezza delle forze di pace e di cessare le attività che le mettono in pericolo. Qualsiasi azione che metta a rischio i peacekeeper costituisce una grave violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza e compromette la stabilità che tutti noi stiamo cercando di raggiungere».
Nei prossimi mesi il contingente dei caschi blu si preparerà a dismettere la missione di pace. Lo scorso autunno l’Assemblea generale dell’Onu ha annunciato la conclusione del mandato per la fine del 2026.
La risposta di Israele
Dopo diverse ore l’esercito israeliano è intervenuto sul caso contraddicendo la ricostruzione di Unifil. L’Idf afferma di aver identificato diversi sospetti nei pressi di una struttura utilizzata per «scopi terroristici» da Hezbollah e di aver inviato un drone per localizzarli e prevenire minacce alle truppe nella zona. Dopo aver accertato che gli individui erano membri dell'Unifil, l'esercito afferma che il drone lanciato è stato dirottato e le munizioni sono state sganciate «come richiesto» in un'area aperta a circa 370 metri di distanza dalla forza Onu, e non a trenta metri come riferisce Unifil.
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