I media di Teheran riferiscono di esplosioni in più città del Paese e di almeno 4 morti nella tredicesima notte di bombardamenti americani. L’Iran fa sapere di aver risposto colpendo basi degli Stati Uniti in Giordania, Bahrein e Kuwait. Il traffico limitato a Hormuz e Bab el-Mandeb fa salire il prezzo del petrolio
Tredicesima notte consecutiva di raid Usa-Iran. I media di Teheran riferiscono esplosioni in diverse città, tra cui Khorramabad, Jask, Ahvaz e Bandar Abbas, un attacco missilistico statunitense nel sud-ovest del Paese avrebbe provocato quattro morti e cinque feriti.
L’Iran fa sapere di aver risposto colpendo basi e installazioni militari Usa in Giordania, Bahrein e Kuwait. «Più gli Usa attaccano, più sarà alto il prezzo dell’accordo», dichiara il ministro degli esteri Abbas Araghchi. Mentre il presidente americano Donald Trump dice di stare valutando un «attacco massiccio», per porre fine al conflitto, perché la Repubblica islamica «non ha sofferto abbastanza».
Intanto, come conseguenza del traffico nello Stretto di Hormuz fortemente limitato e degli attacchi degli Houthi alle navi che attraversano Bab el-Mandeb, il prezzo del petrolio continua a salire: quello del Brent ha superato i 100 dollari al barile.
PUNTI CHIAVE
15:00
Iran, Ue: multa 6 soggetti per gravi violazioni diritti umani
14:33
Iran, media: "Diverse esplosioni a Jask"
10:30
Esplosioni e fumo vicino all'aeroporto di Erbil, sede di truppe Usa
Iran, Ue: multa 6 soggetti per gravi violazioni diritti umani
Il Consiglio europeo ha imposto misure restrittive a ulteriori sei individui responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. Tra i soggetti, cinque giudici dei tribunali rivoluzionari regionali iraniani che hanno presieduto processi contro minoranze religiose e dissidenti politici, incluso il premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, sulla base di accuse vagamente definite sulla sicurezza nazionale e religiose. In quei casi, hanno imposto condanne a morte e lunghe pene detentive, frustate, multe o pene supplementari a dissidenti politici e attivisti per i diritti umani, inclusi in relazione alle proteste del 2022 "Donna, Vita, Liberta'' dopo la morte di Mahsa Amini.
Inoltre, il Consiglio sta prendendo di mira Nima Salehi, hacker e ingegnere informatico iraniano, fondatore e figura di spicco all'interno del gruppo informatico 'Ashiyane' che collabora strettamente con la Polizia Informatica (FATA) e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), elencati nell'Ue, ed è responsabile di intensi attacchi informatici sia contro oppositori interni che contro riformisti e istituzioni straniere.
Con la decisione odierna, misure restrittive relative alle violazioni dei diritti umani in Iran si applicano ora a un totale di 269 individui e 53 entità.
Giordania: intercettati 7 missili e 6 droni iraniani
L'esercito giordano ha intercettato sette missili e sei droni lanciati dall'Iran, mentre Teheran intensifica i suoi attacchi contro gli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. Lo afferma l'esercito di Amman. Le intercettazioni, effettuate da sistemi di difesa aerea e aerei dell'aeronautica, "non hanno causato vittime né danni materiali", aggiunge l'esercito.
Iran, incontro Araghchi-Lavrov, prospettive di pace incerte
A seguito di un incontro fra il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, il diacastero russo ha diramato una nota in cui si legge che "i capi delle diplomazie dei due Paesi hanno discusso dell'attuale escalation nel Golfo Persico e delle incerte prospettive di una soluzione pacifica del conflitto". "La parte russa ha sottolineato l'importanza di giungere rapidamente ad accordi duraturi per la cessazione delle ostilità, nell'interesse del ripristino della stabilità, della sicurezza e della libera navigazione nella regione", si sottolinea.
Iran, media: "Diverse esplosioni a Jask"
Diverse esplosioni sono state udite a Jask, vicino allo stretto di Hormuz, intorno alle 14:30 ora locale, le 13:00 in Italia. Lo ha riferito la televisione pubblica iraniana.
Bahrein: "Intercettati diversi missili iraniani"
In un comunicato, il comando generale del Bahrain ha dichiarato che le forze armate hanno intercettato "diversi attacchi aerei iraniani traditori".
"Il comando generale sottolinea che l'uso deliberato di missili e droni per colpire civili e proprietà private costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario", aggiunge il comunicato.
Pasdaran: "I civili si tengano a 500 metri di distanza da basi Usa"
Secondo gli avvertimenti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ai civili che vivono vicino alle basi statunitensi e ad altre località in Medio Oriente è stato detto di mantenersi ad almeno 500 metri di distanza. I media statali iraniani hanno diffuso la dichiarazione, nella quale si affermava che i civili devono tenersi lontani dai luoghi in cui il personale militare statunitense si "nasconde" per essere "al sicuro". Secondo quanto riportato, i soldati statunitensi hanno abbandonato le basi "per paura del fuoco" iraniano e hanno costruito "edifici nelle città" dove continuano a commettere "i loro crimini". Le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che gli Stati Uniti hanno ripreso la guerra e che, mentre "gli effetti della sconfitta americana si manifestavano nuovamente", Washington ha fatto ricorso a crimini di guerra anziché interrompere gli attacchi.
Esplosioni e fumo vicino all'aeroporto di Erbil, sede di truppe Usa
L'agenzia Afp riferisce di diverse esplosioni nei pressi dell'aeroporto di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Sono stati anche visti droni sorvolare la città.
Araghchi: "Riterremo responsabile ogni Paese che coopera con Usa nell'attaccarci"
L'Iran riterra' responsabile qualsiasi Paese che fornisca assistenza agli Stati Uniti in eventuali attacchi contro la Repubblica islamica. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi nel corso di un incontro in Kirghizistan. "Qualsiasi partecipazione, cooperazione o assistenza nel compimento di un'aggressione contro l'Iran comportera' una responsabilita' internazionale per le parti coinvolte", ha affermato Araqchi. Il capo della diplomazia iraniana ha aggiunto che Teheran "si riserva il diritto di adottare tutte le misure necessarie nell'ambito della legittima difesa"
Araghchi: "Più Usa attaccano, più alto sarà il prezzo dell'accordo"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avvertito che un'eventuale prosecuzione delle operazioni militari americane contro l'Iran non farebbe altro che aumentare il costo politico per il presidente Donald Trump nel tentativo di raggiungere un accordo con Teheran. "Le persone compromesse all'interno dell'amministrazione americana stanno nascondendo la testa sotto la sabbia", ha scritto Araghchi in un messaggio pubblicato su X. "Ignorano la realtà sul terreno e sembrano concentrarsi solo sul 2028", ha aggiunto. "L'aggressione insensata che sostengono farà soltanto sì che il presidente degli Stati Uniti paghi un prezzo ancora piu' alto per l'accordo che sta cercando di raggiungere", ha affermato il capo della diplomazia iraniana.
Media, traffico ai minimi storici a Hormuz
Soltanto una petroliera ha attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, il dato più basso dal 7 maggio, in un contesto di crescente tensione tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito i media israeliani, citando i dati di tracciamento navale di Kpler diffusi da Reuters. Ieri soltanto tre petroliere avevano attraversato lo Stretto di Hormuz.
Iran, 4 morti negli attacchi Usa nel sud-ovest del Paese
"Quattro nostri connazionali sono caduti martiri e altre cinque persone sono rimaste ferite a seguito di un attacco missilistico condotto dal nemico terrorista americano", ha dichiarato il responsabile provinciale Valiollah Hayati, citato dall'agenzia di stampa statale Irna. Gli attacchi sono avvenuti nei pressi della citta' petrolifera di Ahvaz.
Nyt, l'Iran ha respinto la proposta di tregua veicolata dall'Iraq
L'Iran ha respinto ieri una proposta di cessate il fuoco avanzata dal presidente americana Donald Trump e veicolata a Teheran dal premier iracheno, Ali al-Zaidi. Lo riporta il New York Times, secondo quanto riferito da funzionari iraniani e iracheni. Il tentativo di mediazione, fallito, è avvenuto mentre Trump minacciava di intensificare il conflitto e di colpire le infrastrutture critiche iraniane.
Iran, attaccate istallazioni militari Usa in Giordania e Bahrein
L'esercito iraniano ha reso noto di aver attaccato installazioni militari statunitensi presso la base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania e la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein. Secondo le sue dichiarazioni, l'eserecito avrebbe colpito serbatoi di carburante e alloggi delle forze americane in Bahrein utilizzando droni, mentre in Giordania avrebbero attaccato hangar e alloggi per aerei.
Nyt, "Se Trump colpisce Teheran attacchiamo Tel Aviv"
Secondo quanto riportato dal New York Times, due funzionari iraniani affermano che Teheran colpirà Tel Aviv se Trump darà seguito alle minacce. Alla notizia è dato risalto dal Times of Israel.
Il quotidiano Usa riporta le dichiarazioni dei funzionari, secondo i quali se il presidente statunitense Donald Trump darà seguito alle minacce di colpire Teheran e le infrastrutture iraniane, la Repubblica Islamica risponderà attaccando Tel Aviv e chiedendo al gruppo ribelle Houthi in Yemen di imporre un blocco marittimo sullo stretto di Bab el-Mandab.
Araghchi: "La minaccia di Trump è un precedente incendiario"
Teheran ha definito un "precedente incendiario" la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di utilizzare fondi iraniani congelati per risarcire eventuali danni a navi commerciali. "Sequestrare i beni di un'altra nazione per pagare rivendicazioni future non correlate è un precedente incendiario", ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. La dichiarazione arriva dopo che Trump aveva affermato che tutti i danni causati in futuro a navi, carichi o beni collegati sarebbero stati compensati utilizzando fondi iraniani detenuti e controllati dagli Stati Uniti.
Petrolio, prezzo del Brent sopra i 100 dollari al barile
Prezzo del Brent sempre sopra i 100 dollari al barile sui mercati asiatici dopo essere balzato del 7% durante la notte, raggiungendo un top da 2 mesi di 102 dollari, sulla scia degli attacchi degli Houthi, alleati dell'Iran, contro le petroliere saudite nel Mar Rosso, che hanno bloccato lo stretto di Bab al-Mandab, la seconda arteria cruciale per le forniture globali di petrolio dal Medio Oriente, mentre prosegue la quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran.
Nyt, Pentagono riduce a 14 il bilancio dei caduti in guerra
Il Pentagono ha rivisto al ribasso il numero dei militari statunitensi morti nel conflitto con l'Iran, riducendo il totale da 18 a 14 vittime. Mercoledì il sito del Dipartimento della Difesa riportava 18 decessi tra le forze armate americane. Giovedì, tuttavia, il bilancio è stato corretto a 14.
Secondo il New York Times, la revisione sarebbe legata alla decisione dell'amministrazione del presidente Donald Trump di escludere dal conteggio quattro militari uccisi lo scorso fine settimana, tre in Giordania e uno nel nord dell'Iraq, poichè morti dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco annunciato ad aprile. Tre funzionari militari, citati dal quotidiano in forma anonima, hanno riferito di discussioni interne sulla gestione dei dati relativi alle vittime.
Media iraniani, esplosioni in basi Usa Kuwait
"Fonti arabe riferiscono che sono state udite sirene d'allarme e si sono verificate diverse esplosioni in basi americane situate in Kuwait". Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim.
Centcom, terminata un'altra notte di attacchi sull'Iran
Gli Stati Uniti hanno concluso la tredicesima notte consecutiva di attacchi contro obiettivi militari iraniani. Lo ha reso noto il Comando Centrale statunitense, precisando che le operazioni si sono concluse alle 21 di Washington (le 3 di venerdì in Italia). Secondo una nota pubblicata su X, le forze americane hanno colpito centri di comando militari, depositi di droni, reti di comunicazione, postazioni di sorveglianza costiera e capacità marittime iraniane, con l'obiettivo di "ridurre ulteriormente la minaccia rappresentata dall'Iran per i marittimi civili e le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz".
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