«Possiamo ora confermare che tutti i bombardieri statunitensi schierati presso la base Raf di Fairford sono stati ridispiegati nelle rispettive basi negli Stati Uniti». Con queste parole un comunicato del Pentagono ha confermato il ritiro di tutti i bombardieri americani, utilizzati per colpire l’Iran, dalla base presente nel Regno Unito dopo l’indagine su un presunto attentato terroristico pianificato presso la base Raf di Fairford.

L’inchiesta – accolta con grande clamore mediatico internazionale –  ha portato all’arresto e poi al rilascio su cauzione di cinque persone, accusate inizialmente di voler compiere un’attentato terroristico. Ora, invece, la pista più accreditata sembra quella del furto del carburante. Il ritiro dei bombardieri Usa arriva in un momento in cui Donald Trump sta valutando nuove strategie nella guerra del Golfo, tra le quali anche nuovi attacchi aerei dopo le elezioni di novembre di midterm.

Intanto, secondo i dati della società di monitoraggio navale Kepler a fine settembre i volumi di greggio che hanno attraversato Hormuz hanno raggiunto tra i 19.5 e i 22.5 milioni di barili al giorno il 24 settembre e dal 27 al 29 settembre. La media pre guerra era di 18 milioni di barili giornalieri. Una notizia che ha avuto un impatto positivo anche sui prezzi del petrolio.

PUNTI CHIAVE

07:15

Esportazioni di greggio sopra i livelli prebellici a fine settembre

08:43

A Riad vertice dei paesi firmatari Accordo della Mecca

Il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, è arrivato in Arabia Saudita per partecipare a una riunione del Comitato strategico per la politica e la difesa, composto dai membri dell'Accordo di difesa congiunta della Mecca. Il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif e il capo dell'esercito, Asim Munir, accompagnano Dar nei colloqui di oggi con le controparti di Arabia Saudita e Turchia. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato su X. Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno siglato l'accordo il 7 agosto con l'obiettivo di rafforzare la deterrenza collettiva ed espandere la cooperazione nel settore della difesa. L'incontro si svolge all'indomani dell'annuncio, da parte del governo yemenita sostenuto dall'Arabia Saudita, dell'avvio di una vasta operazione militare contro gli Houthi.

08:02

Petrolio: prezzi in calo in Asia, Brent sotto 102 dollari

I prezzi del petrolio viaggiano in calo in Asia: l'aumento delle esportazioni di greggio dal Medio Oriente e il rilascio di scorte petrolifere da parte dei paesi del G7 hanno incrementato l'offerta, compensando i timori di ulteriori danni alle infrastrutture petrolifere del Golfo nel contesto del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il Wti cede lo 0,97% a 90,21 dollari, mentre il Brent perde lo 0,44% a 101,80 dollari.

07:54

Petrolio: i sette principali Paesi Opec+ manterranno invariata la produzione a novembre

I sette principali Paesi dell'Opec+ - Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakhstan, Algeria e Oman - hanno deciso di mantenere invariati a novembre i livelli di produzione fissati per settembre. La decisione, adottata ieri durante una riunione in videoconferenza, rappresenta il secondo mese consecutivo senza aumenti della produzione, mentre i prezzi del petrolio restano elevati a causa della guerra con l'Iran. Il prossimo incontro è previsto per il primo novembre. La decisione arriva in un contesto di forti tensioni sull'offerta. Il conflitto ha infatti provocato interruzioni nelle esportazioni di greggio e forti limitazioni al traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio mondiale di petrolio.

07:48

Teheran convoca l'ambasciatore norvegese: "Oslo ignora obblighi per l'uso di Starlink"

Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato a colloquio l'ambasciatore norvegese a Teheran, Paal Bjornestad, che è stato ricevuto dal direttore generale del Dipartimento per la pace e la sicurezza internazionale, Mohammad Hassannejad Pirkouhi. L'Iran accusa infatti Oslo di non aver rispettato obblighi internazionali relativi all'uso del sistema satellitari Starlink. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna. "Gli Stati Uniti e Israele abusano sistematicamente della rete satellitare Starlink per portare avanti programmi interventisti nei confronti dell'Iran", ha dichiarato Hassannejad Pirkouhi durante l'incontro, sottolineando che "la Norvegia non ha adempiuto ai propri obblighi giuridici in quanto Stato di registrazione dei servizi Starlink presso l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (Uit) delle Nazioni Unite" e che "dovrebbe adottare le misure necessarie per impedire trasmissioni con Starlink non autorizzate sul territorio iraniano". "Oslo ha ignorato i ripetuti appelli dell'Iran affinché cessino le attività che compromettono la sicurezza nazionale e la sovranità territoriale dell'Iran", ha aggiunto Pirkouhi.

07:32

Iran, flussi di petrolio scortati dagli Usa sono "trascurabili"

Il comandante della Marina dei Guardiani della rivoluzione iraniana, generale di brigata Ali Fadavi, ha affermato che lo Stretto di Hormuz resta sotto il controllo dell'Iran e ha avvertito che le navi che utilizzano la rotta meridionale protetta dalle forze degli Stati Uniti possono essere colpite "in qualsiasi momento". Fadavi ha sostenuto che attraverso quella rotta, lungo le coste dell'Oman, transitano attualmente solo tre-quattro milioni di barili di petrolio al giorno: un volume che ha definito "trascurabile" rispetto ai livelli precedenti alla guerra. Fadavi ha inoltre respinto le minacce di un'azione militare statunitense contro la Repubblica Islamica, sostenendo che Washington ha fallito in Afghanistan e Iraq e "fallira' di nuovo"

07:15

Esportazioni di greggio sopra i livelli prebellici a fine settembre

Le esportazioni di greggio dal Medio Oriente hanno superato i livelli precedenti alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran in quattro dei sette giorni dell'ultima settimana di settembre, nonostante l'aumento degli attacchi alle navi nella regione. Secondo dati provvisori della società di monitoraggio navale Kpler, i volumi hanno raggiunto tra 19,5 e 22,5 milioni di barili al giorno il 24 settembre e dal 27 al 29 settembre, contro una media di 18 milioni di barili al giorno nel periodo precedente all'inizio del conflitto. La media mobile su sette giorni si attestava a 18,5 milioni di barili al giorno il primo ottobre. Il dato comprende i transiti attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso, le esportazioni dai terminali e i trasferimenti da nave a nave nel Golfo di Oman. Sono pero' aumentati i rischi per la navigazione: secondo la societa' di intelligence marittima Marisks, tra il 28 settembre e i primi giorni di ottobre 2026 sono stati registrati almeno sette attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz, mentre l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha segnalato almeno un attacco al giorno nello Stretto o nel Golfo di Aden dal 2 ottobre.

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