Il presidente degli Stati Uniti giovedì ha minacciato di colpire l’Iran «molto duramente» se coinvolto nell’attacco durante il volo FlyDubai. E, parlando in un comizio elettorale in Texas, ha assicurato che la guerra con il paese degli ayatollah «si concluderà molto in fretta»
Gli Stati Uniti sono intervenuti contro l’Iran per «spegnere l’incendio in Medio Oriente». Sono le parole del presidente Usa Donald Trump, durante un comizio elettorale in vista delle midterm in Texas, allo stabilimento della Peterbilt Motors a Denton, riferendo di aver detto «così, dissi perché faranno saltare in aria il Medio Oriente e poi cominceranno a colpire noi in Europa». Per Trump gli Usa non avevano «altra scelta» e Teheran è «pronta a cedere», per questo la questione «si concluderà molto in fretta»: «Subito dopo le elezioni», ha detto, ma «magari anche prima».
Secondo quanto riporta Axios, nelle ultime settimane, le forze armate Usa hanno inviato altre due batterie di missili Patriot per proteggere gli impianti petroliferi e di gas in Arabia Saudita e Qatar. Una decisione per rassicurare entrambi gli alleati sulla protezione delle infrastrutture energetiche nel caso di ripresa di importanti operazioni di combattimento contro l’Iran. Che sembrano più vicine a osservare la scelta del Pentagono, rivelata dal Wall Street Journal, di inviare una terza portaerei verso il Medio Oriente e tra 9 e 10mila soldati in più.
PUNTI CHIAVE
08:24
Teheran: «Il blocco aereo Usa è "inumano e illegale"»
07:00
Trump: «L'Iran è pronto a cedere e la questione si concluderà molto in fretta»
06:00
Wsj, terza portaerei Usa verso il Medio Oriente con altri 10mila militari
Il premier libanese: «La ricostruzione è al di là delle nostre capacità»
Il premier libanese Nawaf Salam ha lanciato un appello per ottenere fondi affermando che la ricostruzione delle regioni libanesi devastate dall'ultimo conflitto tra Israele e Hezbollah supera le capacità dello Stato. «Sono consapevole della gravità della crisi. Tuttavia, l'entità delle necessità eccede le capacità dello Stato libanese e la sua possibilità di sostenere da soli tali oneri», ha affermato Salam mentre era in visita a Nabatiyeh, nel sud del Paese dei Cedri. «Abbiamo ancora bisogno di ingenti finanziamenti» per la ricostruzione, ha aggiunto il premier.
Ukmto: «Colpita una petroliera nello Stretto di Hormuz»
Una petroliera è stata colpita da un "proiettile non identificato" mentre attraversava lo Stretto di Hormuz giovedì. Lo ha riferito il Centro britannico per le operazioni commerciali marittime (Ukmto), che fa capo all'esercito britannico, spiegando di avere ricevuto la segnalazione da una terza parte.
L'Ukmto ha aggiunto che l'attacco ha provocato un incendio e l’equipaggio è al sicuro. La petroliera non è stata identificata e al momento non ci sono rivendicazioni, ma le forze iraniane aprono regolarmente il fuoco contro le navi in transito nello Stretto per mantenere il controllo su questa via navigabile cruciale.
Teheran: «Il blocco aereo Usa è "inumano e illegale"»
L'Iran ha definito "inumano" e "illegale" il blocco aereo che gli Stati Uniti stanno cercando di imporre al Paese attraverso le sanzioni contro 27 compagnie iraniane, che hanno già provocato la sospensione o la limitazione dei collegamenti con diversi Stati della regione, tra cui Emirati Arabi Uniti, Oman e Iraq.
In un comunicato, il ministero degli Esteri iraniano ha condannato "le azioni e le manovre illegali e inumane del governo statunitense per ostacolare il commercio e il trasporto aereo dell'Iran con altri Paesi". Misure che, secondo Teheran, violano la Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e il principio del rispetto della sovranità nazionale, oltre alle norme fondamentali sui diritti umani.
"Costituiscono anche una pericolosa cospirazione per minare le relazioni amichevoli tra Paesi, in particolare tra Paesi vicini", ha denunciato il ministero. Washington ha imposto le sanzioni alla fine di settembre, invitando i Paesi terzi a non fornire servizi alle compagnie colpite, sotto la minaccia di escluderli dal sistema del dollaro. Turkmenistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Georgia, Iraq e Oman hanno quindi sospeso o limitato i voli con l'Iran. Teheran ha rivolto un appello in particolare a Baghdad affinché revochi le restrizioni introdotte da diversi aeroporti iracheni e consenta di "ripristinare la normalità nei voli delle compagnie aeree dei due Paesi, in linea con gli interessi e i benefici di entrambe le nazioni".
La compagnia di bandiera Iraqi Airways ha intanto ottenuto dagli Stati Uniti un'"autorizzazione speciale" per operare collegamenti con l'Iran, che riprenderanno nel corso di ottobre. Nonostante le sanzioni, restano operativi i voli iraniani verso Cina, Russia e Turchia, tra gli altri Paesi. Le misure contro le compagnie aeree rientrano nell'operazione "Paria economico", lanciata da Washington per accentuare l'isolamento finanziario di Teheran e piegarne la resistenza nella guerra iniziata il 28 febbraio. A queste si aggiunge il blocco dei porti e delle navi iraniane.
Teheran convoca l'ambasciatore britannico dopo le accuse sul caso Fairford
L'Iran ha convocato l'ambasciatore britannico a Teheran Hugo Shorter dopo le accuse formulate da Londra su un presunto coinvolgimento iraniano nell'incidente avvenuto nei pressi della base della Royal Air Force di Fairford. "In seguito alle accuse infondate mosse dal primo ministro britannico contro la Repubblica islamica dell'Iran, Hugo Shorter, ambasciatore britannico a Teheran, è stato convocato dal viceministro degli Esteri per gli Affari politici Majid Takht-Ravanchi", ha riferito il ministero degli Esteri iraniano. Durante l'incontro, Teheran ha espresso "la forte protesta dell'Iran per il proseguimento dell'approccio distruttivo del governo britannico nei confronti dell'Iran".
Axios, altre due batterie Usa di Patriot per proteggere Arabia Saudita e Qatar
Nelle ultime settimane, le forze armate Usa hanno inviato due ulteriori batterie di missili Patriot per proteggere gli impianti petroliferi e di gas in Arabia Saudita e in Qatar. Lo riporta Axios, secondo quanto riferito da due funzionari Usa e da una fonte della regione. La mossa degli Stati Uniti punta a rassicurare entrambi gli alleati sulla protezione delle loro infrastrutture energetiche strategiche, nell'eventualità che il presidente Donald Trump decida di far ripartire importanti operazioni di combattimento contro l'Iran. Giovedì Trump ha dichiarato di valutare la possibilità di riprendere una campagna di bombardamenti nelle prossime settimane. "Ora devo prendere una decisione: o l'Iran firma l'accordo, oppure non esisterà più", ha affermato.
Trump: «L'Iran è pronto a cedere e la questione si concluderà molto in fretta»
Donald Trump ha affermato che l'Iran è "pronto a cedere" e che la questione "si concluderà molto in fretta". Parlando a Denton, in Texas, presso lo stabilimento della Peterbilt Motors in un evento della campagna elettorale in vista delle midterm, il presidente Usa ha affermato di ritenere che gli Stati Uniti vinceranno la guerra "subito dopo le elezioni", pur aggiungendo che ciò potrebbe accadere "magari prima delle elezioni". "Farò in modo che la questione iraniana si concluda molto rapidamente", ha detto il tycoon, aggiungendo che i prezzi dell'energia scenderanno "molto, molto velocemente". Trump ha affermato che gli Stati Uniti stanno "cercando di usare le buone maniere" con l'attuale leader iraniano. "A dire il vero, non sappiamo con chi diavolo avere a che fare. Nessuno vuole fare il presidente", ha detto.
Bloomberg, Araghchi offre l'accesso agli impianti per meno sanzioni
Il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araqchi, avrebbe offerto, in incontri privati a New York, l'accesso agli impianti bombardati agli ispettori dell'Aiea in cambio di un allentamento delle sanzioni. Lo rivela Bloomberg, citando fonti informate, sebbene l'agenzia di stampa statale Irna ha smentito la notizia.
Pentagono, a Raytheon contratto da 24,4 miliardi per la produzione di missili
Il Pentagono assegna a Raytheon un contratto da 24,4 miliardi di dollari per accelerare la produzione di missili Sm-6, nel mezzo degli sforzi per reintegrare le ingenti munizioni usate nella guerra all'Iran. Sono missili di "munizionamento fondamentale per la difesa antiaerea e il combattimento contro bersagli di superficie": l'accordo di 5 anni, "che ne prevede altri due di opzione, consentirà di velocizzare la produzione", ha riferito una nota. L'intesa "offre all'industria della difesa la prevedibilità a lungo termine necessaria per potenziare la capacità della forza lavoro e garantire la sicurezza di supply chain critiche".
Wsj, terza portaerei Usa verso il Medio Oriente con altri 10mila militari
Il Pentagono sta inviando in Medio Oriente un terzo gruppo d'attacco incentrato sulla portaerei Uss Theodore Roosevelta e ulteriori navi del Corpo dei Marines: la mossa, riferisce il Wall Street Journal, comporterà l'arrivo nella regione di un contingente aggiuntivo compreso tra i 9mila e i 10mila effettivi, proprio mentre il presidente Donald Trump valuta la possibilità di riprendere gli attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato. Le navi, i caccia, i Marines e il personale della Marina giungeranno nell'area entro la fine di novembre, hanno riferito i funzionari citati in forma anonima.
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