Donald Trump ha cacciato Paolo Zampolli dalla sua posizione al Dipartimento di Stato come inviato speciale. Zampolli è stato rimosso dall’incarico poco dopo la pubblicazione di un’inchiesta di Politico che raccontava uno scontro via mail tra l’inviato e il vice Segretrio di Stato, Christopher Landau. Questo, ha accusato l’amico di Trump di «insubordinazione» dopo che ha incontrato diversi funzionari stranieri per discutere di questioni estranee al suo ruolo. Un funzionario dell’amministrazione Trump ha confermato la notizia. «Il suo incarico di inviato è stato revocato e non è più un dipendente del governo», ha detto.

Immediata la reazione di Zampolli che su X ha scritto: «Gli incarichi di Inviato Speciale durano un anno. Il presidente Trump lo ha prorogato di oltre sei mesi sono profondamente grato al presidente Trump, al Segretario Rubio e a tutta la squadra. Servire lui e gli Stati Uniti è stato il più grande onore della mia vita. Ora è tempo di un nuovo capitolo: tornare al lavoro, costruire relazioni e concludere affari».

Negli anni Novanta Zampolli aveva lavorato come agente nel mondo della moda e rappresentava Melania, che presentò all'attuale Presidente. Durante il primo mandato di Trump, Zampolli era stato nominato nel consiglio di amministrazione del Kennedy Center. Nella seconda amministrazione, il Presidente lo ha poi nominato rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali.

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