Il leader ucraino si dice pronto a un accordo con Putin, congelando il conflitto lungo le linee del fronte. Il Cremlino fa due morti e 27 feriti nelle regioni di Donetsk, Kherson e Kharkiv. A Mosca è allarme per le perdite che i droni di Kiev causano agli aeroporti russi
Sì alla pace subito, ma senza cedere altri territori. È il succo dell’intervista ad Abc News del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha espresso la volontà di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con la Russia, lamentando al tempo stesso la diminuzione degli aiuti da parte degli Stati Uniti.
Zelensky ha affermato che, se potesse, raggiungerebbe un accordo di pace oggi stesso e ha ribadito che Kiev è disposta a congelare il conflitto lungo le attuali linee del fronte: ciò vorrebbe dire cedere alla Russia – almeno temporaneamente – oltre il 19 per cento del territorio di Kiev. Ma non un metro in più, ha assicurato il leader ucraino, che ha detto di non sentirsi tradito dagli Usa, pur riconoscendo che Donald Trump e Vladimir Putin hanno «ottimi rapporti».
Intervenendo a un’iniziativa del centro studi americano Hudson Institute, Zelensky è anche tornato a fare pressioni sulla Cina perché spinga la Russia a fermare la guerra e ha lamentato la mancanza di assistenza da parte americana. Nelle stesse ore il ministero della Difesa ucraina ha però registrato il ripristino della velocità operativa di Starlink militare a oltre 400 km/h, con una connessione stabile, dopo i rallentamenti degli scorsi giorni.
Perdite su perdite
Nel frattempo, il bilancio sul terreno continua a essere tragico. Nelle ultime 24 ore due persone sono morte e altre 27 sono rimaste ferite negli attacchi delle forze russe nelle regioni di Donetsk, Kherson e Kharkiv. Nei raid sulla regione di Donetsk sono morte due persone, una a Kramatorsk e una a Sloviansk, mentre altre 18 sono rimaste ferite, 14 a Kramatorsk e quattro a Sloviansk.
Ma anche per Mosca la situazione non è facile. Le frequenti chiusure degli aeroporti a causa del piano di sicurezza “Kovyor”, adottato durante gli attacchi con droni, stanno infatti causando perdite elevate al settore aereo: secondo dati citati da Forbes Russia, nel 2026 gli aeroporti del paese sono stati chiusi 2.860 volte, con perdite complessive per le compagnie che avrebbero raggiunto i 2-3 miliardi.
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