Si chiude la seconda settimana del Giro, perché quest’anno, per la quarta volta di fila, la corsa si concluderà nello splendore immortale di Roma. La città lombarda sempre più europea e sempre di corsa, sta invece cercando di diventare una capitale del cicloturismo grazie al progetto Gran Milano Bike Hub
Non (solo) la gara, ma l’Italia che le scorre accanto. “Il Giro in Italia” racconta ogni giorno i luoghi, le storie e le curiosità dietro ogni tappa della 109esima Corsa rosa. Tra geografia e memoria, il Giro diventa il pretesto per raccontare i territori che attraversa. Qui tutte le altre puntate.
Un clamoroso errore di calcolo ha cambiato il copione della tappa Voghera-Milano: completamente piatta, era chiaro che sarebbe finita in volata di gruppo. Paul Magnier aspettava questa domenica per arrotondare a tre il conto delle tappe vinte. Jonathan Milan aspettava questa domenica per sbloccarsi e trovare finalmente il sorriso in un Giro che sembra stregato per lui.
Niente di tutto questo: il gruppo ha dormito un po’ troppo (perdendo anche tempo nell’andirivieni all’ammiraglia della direzione di gara per far neutralizzare l’ultimo giro del circuito cittadino, ritenuto troppo pericoloso) e i quattro corridori che erano in fuga dal km 3 sono arrivati al traguardo. Erano tre italiani (Mattia Bais, Martin Marcellusi e Mirco Maestri) e un norvegese, Fredrik Dversnes Lavik, e ovviamente ha vinto il norvegese. Si va al secondo giorno di riposo con Jonas Vingegaard in maglia rosa e la classifica che non cambia.
Un piano che mette il territorio al centro
Milano chiude la seconda settimana del Giro, perché quest’anno per la quarta volta di fila la corsa si concluderà nello splendore immortale di Roma, una grande bellezza che compete con lo scenario finale del Tour de France nel cuore di Parigi, con il gruppo che attraversa il cortile del Louvre per poi andare allo sprint sugli Champs-Élysées. Milano, sempre più europea e sempre di corsa, sta invece cercando di diventare una capitale del cicloturismo grazie al progetto Gran Milano Bike Hub: un piano che porterà il capoluogo lombardo, la Brianza e Lodi nelle mappe internazionali del turismo in bici.
Sono tre anni che la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi lavora per trasformare il suo territorio in chiave bike-friendly, l’obiettivo adesso è creare una rete di accoglienza integrata che metta insieme percorsi, una selezione di hotel, noleggi, guide, esperienze sul territorio. La bicicletta ha smesso da tempo di essere soltanto un mezzo di trasporto per diventare stile di vita, racconto di viaggio, strumento di sostenibilità. E anche moda, perché no.
Fenomeni come il bikepacking o l’esplosione delle cargo-bike sono significativi di un cambio di passo proprio a livello di mentalità. Il cicloturismo sta andando nel senso che la parola stessa suggerisce: ciclismo e turismo, e quindi riscoperta dei luoghi con il mezzo che permette di arrivare dappertutto con la lentezza che serve per apprezzare meglio tappe e destinazioni.
In un anno 89 milioni di cicloturisti in Italia
Il 10% dei turisti che hanno visitato l’Italia nel 2024 erano cicloturisti: stiamo parlando di 89 milioni di persone. Un aumento del 54% in un solo anno. La Bike Economy, l’economia che ruota attorno alla bicicletta, è decisiva per lo sviluppo sostenibile del territorio. E il progetto Gran Milano Bike Hub va in questo senso.
Storie come quella del Woodhouse Hotel, che a due passi da Milano offre percorsi dedicati e servizi che vanno oltre l’ospitalità: la Colazione dei Campioni, l’officina per la manutenzione, la Bike Room dove custodire la bicicletta al sicuro durante il soggiorno, ma anche la lavanderia e il noleggio bici per chi non ne ha una.
O come l’esperienza della nuova Villa Appiani di Trezzo d’Adda, una dimora storica del Settecento, che grazie al bando Turismo in Bici della Camera di Commercio ha potuto allestire un noleggio di e-bike a completa disposizione degli ospiti, acquistare una colonnina di ricarica elettrica per le e-bike, ristrutturare le bike room. I numeri crescono, i dati ATTA (Adventure Travel Trade Association) confermano che il cicloturista non è legato solamente alla bici: interessano la natura, ma anche la cultura e il benessere.
Secondo un rapporto del 2025, Milano ha 180 chilometri di ciclabili protette, il 9 per cento delle strade urbane. Per fare un raffronto, Parigi, che è la prima d’Europa, ha 822 chilometri di piste ciclabili protette, che rappresentano addirittura il 48 per cento delle strade urbane. Bologna, la città italiana che sta meglio da questo punto di vista, ha 158 km di ciclabili, pari al 15 per cento delle strade urbane.
Oggi però Milano è pronta a diventare il fulcro di Gran Milano Bike Hub. Il cantiere è aperto: si mappano percorsi e si sta abilitando una rete di accoglienza strutturata e competitiva. Da una parte si portano le eccellenze locali all'interno della mappa globale del cicloturismo. E allo stesso tempo le realtà locali vengono aiutate a trasformarsi in realtà pronte al turismo in bici.
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