L’ex pilota di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo, nato a Bologna, aveva 59 anni. Dopo l'incidente automobilistico del 2001 a causa del quale aveva subito l'amputazione delle gambe, si era dedicato al paraciclismo vicendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Nel 2020 il tragico scontro con un camion mentre era in handbike
È morto, dopo sei anni di lotta estrema contro l'ennesimo torto che la vita gli aveva fatto, Alex Zanardi. Lo annuncia la famiglia. Ex pilota di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo, Zanardi, nato a Bologna, aveva 59 anni. Dopo l'incidente automobilistico del 2001 a causa del quale aveva subito l'amputazione delle gambe, si era dedicato al paraciclismo vicendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016.
Nel 2020 un altro tragico incidente, uno scontro con un camion mentre in handbike partecipava, sulle strade del senese, a una gara di beneficenza da lui organizzata. Zanardi se n’è andato venerdì 1° maggio, nello stesso giorno che 32 anni fa si portò via un altro gigante delle corse come Ayrton Senna.
Le reazioni
«Voglio ricordare tutti i momenti straordinari vissuti insieme, io da presidente e lui da atleta, le tante chiacchierate private che abbiamo fatto parlando dei nostri figli e dei progetti, oltre che del futuro del nostro movimento. Sarebbe stato una ottima una meravigliosa guida per il comitato paralimpico», ha detto a LaPresse l'ex presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli. «Conserverò di lui l'abbraccio dopo la sua medaglia a Rio 2016. Un esempio per tutti e uno straordinario motore e acceleratore della nostra famiglia paralimpica. Ha sempre dato un grandissimo contributo fuori e dentro il campo».
«La Fia è addolorata dalla notizia della scomparsa di Zanardi, ex pilota di Formula 1 e due volte campione della CART, il cui percorso - dall'incidente che gli ha cambiato la vita alla medaglia d'oro alle Paralimpiadi - lo ha reso uno degli atleti più ammirati nel mondo dello sport e un simbolo intramontabile di coraggio e determinazione», si legge nel comunicato della Federazione Internazionale dell'Automobile.
«Come l'intera Italia avverto profondo dolore per la morte di Alex Zanardi. Sportivo di eccelse qualita, ha dimostrato straordinaria personalita' anche dopo il gravissimo incidente che ha subito», ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo. La sua figura ha rappresentato punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica».
A stretto giro è arrivato un post su X anche del ministro dello Sport, Andrea Abodi.
Un lungo inno alla vita
Mai rassegnato a scrivere la parola fine, Zanardi è stato un lungo e continuo inno alla vita. La sua è un'eredità fatta di sfide, coraggio e grandezza umana e morale. L’insegnamento più grande è quello di non smettere mai di seguire le proprie passioni: Zanardi è diventato pilota automobilistico nonostante la morte della sorella maggiore, nel 1979, per un incidente stradale.
Dai primi anni in kart (a 14 anni ricevette il primo kart in regalo dal papà) al cursus honorum nelle formula minori e l’approdo in Formula 1, nel 1991, con la Jordan. Nel Circus è rimasto fino al 1994, guidando anche per la Lotus. I risultati però non sono stati quelli attesi e Zanardi si è trasferito negli Stati Uniti, dedicandosi alla Formula Cart. Tra il '96 ed il '98 le sue stagioni migliori. Nel 1999 la chiamata da Frank Williams, ma il pilota bolognese chiuderà la carriera con 44 gran premi e un punto raccolto.
Il 15 settembre 2001, durante una gara del campionato Champ Car al Lausitzring, in Germania, un terribile schianto: Zanardi ha perso improvvisamente il controllo della vettura, centrata dal pilota Alex Tagliani. Nell'incidente ha perso entrambi gli arti inferiori, che gli sono stati amputati. Ha rischiato di morire dissanguato, ma non ha perso mai conoscenza. In qualche modo è arrivato vivo in ospedale, a Berlino.
Sono seguiti mesi di sofferenza, operazioni, un lento recupero, il riscatto, il ritorno. Zanardi è sopravvissuto dopo 16 interventi chirurgici e 7 arresti cardiaci. Non solo: è voluto tornare a gareggiare. Da qui la scoperta della passione per il paraciclismo, disciplina che lo porta a vincere quattro ori alle Paralimpiadi tra Londra 2012 e Rio 2016, oltre a otto mondiali su strada.
In mezzo diversi libri autobiografici e divulgativi, e la fortunata conduzione televisiva di Sfide, su Rai 3.
Il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike, Zanardi è rimasto coinvolto in un incidente sulla Statale 146 a Pienza, in Toscana: ha perso il controllo della handbike e si è scontrato con un camion che arrivava dalla corsia opposta. L'impatto è stato devastante, ma Alex è sopravvissuto, nonostante le condizioni disperate.
Dopo quell’incidente, a cui sono seguiti nuovi interventi chirurgici, è rimasto in coma per un mese, passando da un centro specializzato di Lecco alla terapia intensiva dell'Ospedale San Raffaele di Milano. È in questa fase che Zanardi è rinato per una seconda volta: il trasferimento a Padova, dove a gennaio 2021 ha ripreso conoscenza, con accanto la famiglia, la moglie Daniela Manni e il figlio Niccolò, che non lo ha mai lasciato solo.
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