La nota dei Friedkin pone fine a giorni di indiscrezioni dopo lo scontro tra l’advisor della proprietà e l’allenatore, che dice: «Sorpreso dalla sua reazione. Io non ho fatto nulla». A rischio anche il ds Massara. Per sir Claudio incognita futuro, tra l’ipotesi ritiro e la suggestione di un ruolo in Nazionale. Il ministro dello Sport Abodi: «È un patrimonio del calcio italiano»
«L'As Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato»: è da poco passato mezzogiorno quando una nota ufficiale del club spezza il viavai di retroscena e indiscrezioni che, da giorni, attanagliano il mondo giallorosso. Il comunicato chiarisce ancora di più la direzione in cui andrà la società e soprattutto la scelta di campo fatta dai proprietari americani, i Friedkin: «Il club desidera ringraziare Claudio per il suo significativo contributo alla Roma. Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l'obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all'altezza della nostra storia».
Sembrava insanabile, e in effetti lo era, la frattura tra sir Claudio, che lo scorso anno aveva preso i giallorossi in corsa, in una situazione a tratti critica con la zona retrocessione davvero troppo vicina, e si era reso poi protagonista di una rimonta spettacolare che aveva portato la Roma a un solo punto dalla qualificazione in Champions League, e l’allenatore.
I Friedkin, tra due fuochi, sono stati costretti a fare una scelta e così si è arrivati al passo indietro del consulente della società. E potrebbe non essere l’unico scossone. Potrebbe infatti lasciare anche il direttore sportivo, Ricky Massara: l’ex Milan, infatti, sarebbe molto legato a Ranieri e non vedrebbe un futuro in giallorosso senza di lui. E infatti nella conferenza stampa prima della partita col Bologna, Gasperini ha in qualche modo confermato questo scenario.
Per il 74enne ormai ex advisor della Roma, adesso, è incognita futuro. Da un lato la prospettiva del ritiro, che aveva già ipotizzato la scorsa stagione prima di accettare la proposta dei Friedkin rifiutando anche un’offerta da ct della Nazionale italiana. Dall’altra, un parziale dietrofront rispetto a quella scelta, con gli azzurri che accoglierebbero a braccia aperte Ranieri, in un ruolo ancora da definire.
Non a caso, pochi minuti dopo l’uscita del comunicato della Roma, il ministro dello Sport Andrea Abodi, intervenuto a margine della firma della dichiarazione di intenti per la lotta contro l'antisemitismo nello sport, ha parlato di Ranieri come «un patrimonio acquisito del calcio italiano».
La conferenza di Gasp
«Come si è arrivato all'addio di Ranieri? Le vicende sono quelle sotto gli occhi di tutti, non voglio commentare. Ne sono stato fuori e non partecipo a questa macchina del fango che giornalmente è attivissima. Voglio lavorare e fare l'allenatore. Credo che la nota del club evidenzi due cose. La prima è la fiducia che non mi è mai mancata da parte della società, l'ho sentita fin dal primo giorno che ci siamo conosciuti e incontrati. L'altra è che la Roma viene prima di tutto»: ha esordito così Gasperini nel consueto incontro con i giornalisti prima della prossima partita di campionato, sabato alle 18 al Dall’Ara contro il Bologna.
L’allenatore ex Atalanta ha parlato di una «situazione molto dura, molto forte», si è deto «molto sorpreso» dalle opinioni di Claudio Ranieri su di lui («Non ne ho mai avuto la sensazione») e ha voluto precisare di non essere stato lui a iniziare la battaglia: «Io non ho fatto nulla. La situazione è successa come è successa, ma non l’ho fatta io. Non mettetemi sullo stesso piano, non ho fatto nessuna situazione contro nessuno, contro nessuno», ha dichiarato.
Un passaggio, poi, sulla possibile uscita dalla Roma del ds Massara: «Questo io non lo so. Ricky posso dirvi che è una bravissima persona, posso dire che sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un collante, un feeling, probabilmente, però sempre e solo riferiti alla squadra. Non c’è mai stato niente di personale, sempre solo riferiti a quelle che erano le richieste, magari per giocare un po’ diverso da quello che si poteva pensare, ma sempre professionali, mai personali. Io rispetto il lavoro. Non è che non fossi contento delle operazioni del direttore, ho sempre lasciato grande libertà, io certi giocatori non li conosco, quello è il suo mestiere. Non c'è mai stata una chiusura, ho sempre detto di rinforzare la squadra davanti», ha aggiunto. «Non mi sembrava una richiesta così straordinaria, ma una cosa comune per un allenatore nuovo che ha un certo modo di giocare. Non ho mai messo veti. Ho sempre cercato di insistere sull'attaccante. Poi non è che non è stato fatto, ma era il punto focale».
Lo scontro
Ranieri aveva paventato il passo indietro pubblicamente già un paio di settimane fa, il 10 aprile, quando ci fu l’attacco davanti alle telecamere all’allenatore giallorosso poco prima dalla sfida con il Pisa. In quell’occasione, l'advisor ha risposto alle critiche dell'allenatore, che fino a quel momento aveva sempre difeso, sulla costruzione della rosa ricordando che Gasperini era stata la quarta scelta, ma la prima a essersi concretizzata.
Ma era già dal mercato di gennaio che, però, qualcosa era cambiato: i rapporti hanno iniziato a incrinarsi e sul tavolo delle discussioni ci sono finiti diversi argomenti, a cominciare da quello legato agli infortuni. Più volte, infatti, Gasperini ha lamentato la gestione di alcuni giocatori in infermeria, prendendosela con uno staff che era stato portato a Trigoria da Ranieri. Poi le incomprensioni di mercato e il rapporto, mai sbocciato, con il ds Frederic Massara, destinato a salutare anche lui.
A nulla sono serviti i tentativi della società, direttamente dall’America, di ricucire il rapporto sebbene, in qualche occasione, sembrava ci potessero essere gli estremi per un riavvicinamento. Niente da fare, invece: la giornata di giovedì 23 aprile, pochi giorni dopo la partita dal sapore romantico contro l’Atalanta (e le lacrime in conferenza stampa di Gasperini, nel ricordare il rapporto idilliaco con la proprietà della Dea) ha dato un’accelerata finale al divorzio.
Giovedì mattina Ranieri aveva rotto il muro di silenzio: «Ci aspettiamo il meglio, i ragazzi stanno dando tutto. Siamo tutti uniti per un unico obiettivo». Poi i retroscena sul suo imminente addio, di un’intervista già rilasciata alla Rai e i riferimenti, neanche troppo velati, al concetto di “lealtà”.
Ranieri rinuncia così a un altro anno di contratto, vista la scadenza al 30 giugno 2027. E non un anno qualsiasi: il prossimo, infatti, sarà il centenario della squadra giallorossa. La speranza di società e tifosi era di approcciare a questo importante traguardo con ben altro spirito. Ora l’imperativo è concludere al meglio la stagione, con un quarto posto forse un po’ troppo lontano a cinque giornate dalla fine, e dimenticare in fretta la guerra tra Ranieri e Gasperini. C’è la prossima stagione da programmare, un calciomercato da inventare, e prima ancora un nuovo ds da trovare per stabilire strategie e priorità.
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