Agli Europei di Birmingham Eloisa Coiro si è presa un record che sembrava ormai appartenere alla storia dell’atletica italiana. La 25enne romana ha corso gli 800 metri in 1’57”56, un decimo sotto l’1’57”66 con cui Gabriella Dorio aveva fissato il primato italiano il 5 luglio 1980, a Pisa. Un limite che aveva attraversato generazioni di mezzofondiste e che, fino a oggi, era rimasto il più longevo tra quelli italiani al femminile.

Coiro, nella batteria degli Europei, ha corso una gara di grande intelligenza, senza forzare nelle prime fasi e scegliendo di rimanere coperta nel gruppo. Davanti, Keely Hodgkinson imponeva il proprio ritmo: la britannica, campionessa olimpica, era la favorita della batteria e infatti avrebbe chiuso davanti a tutte in 1’57”28.

Coiro è rimasta lì, a contatto con le migliori, aspettando che la gara si decidesse. Poi, sul rettilineo conclusivo, ha cambiato passo. Ha recuperato due posizioni e si è presa il secondo posto, abbastanza per entrare direttamente in semifinale e, soprattutto, per scoprire sul tabellone un numero che apparteneva a un’altra epoca dell’atletica italiana. 1’57”56. Record italiano.

«Non mi metto più limiti»

La sorpresa è stata anche quella di non averlo capito subito. «Oggi non ho guardato i passaggi quindi a fine gara ero completamente sorpresa», ha raccontato l’atleta a bordo pista. Il cronometro, invece, aveva appena cancellato uno dei primati più resistenti dello sport italiano. Quello di Dorio non era soltanto un record: era una misura diventata nel tempo una presenza quasi naturale nell’albo dei primati, rimasta intatta mentre cambiavano atlete, tecniche, scarpe e generazioni.

Per Coiro, però, quel numero ha soprattutto un significato personale. «Gabriella Dorio è sempre stata un’ispirazione per me, una grande atleta e una donna fantastica, a lei va tutto il mio affetto», ha detto. Dorio è stata campionessa olimpica dei 1.500 metri a Los Angeles nel 1984 e per quasi mezzo secolo ha continuato a essere anche il punto di riferimento cronometrico degli 800.

Il passaggio di consegne è arrivato in una mattina in cui l’atletica italiana sta riscrivendo proprio la storia del doppio giro di pista. Poco più di un mese fa, infatti, Francesco Pernici aveva cancellato il più antico record italiano maschile ancora in piedi: l’1’43”60 corso dall’azzurro aveva superato il primato di Marcello Fiasconaro, che resisteva da 53 anni. Ora anche il record femminile è caduto. Due primati degli 800 metri, due epoche archiviate nel giro di poche settimane. «Per me significa tanto e lo cercavo da tempo», ha spiegato. «Mi sono sentita benissimo, ora non mi metto più limiti».

Atletica d’oro

La semifinale di Birmingham offrirà a Coiro un’altra occasione per misurarsi con un livello europeo altissimo, quello che nella batteria le ha permesso di correre accanto a una campionessa come Hodgkinson senza farsi travolgere dal ritmo. «C’è un livello altissimo in Europa, bisogna sfruttarlo», ha detto l’azzurra.

E proprio Hodgkinson, con quell’1’57”28 che vale il miglior tempo della batteria, ha rappresentato il riferimento ideale per capire quanto sia cresciuta Coiro. Non ha vinto la sua batteria, ma è rimasta abbastanza vicina alla campionessa olimpica da migliorare di oltre un decimo il proprio limite nazionale. Una differenza minima sul cronometro, ma enorme nella storia.

A bordo pista, intanto, è arrivato anche l’abbraccio di Gianmarco Tamberi, capitano della squadra azzurra. Una scena che racconta il valore collettivo di un risultato individuale. Perché il record di Coiro arriva in una stagione nella quale l’atletica italiana sta cominciando a liberarsi di alcuni dei suoi numeri più antichi. Prima Fiasconaro, ora Dorio. Due nomi che sembravano destinati a restare intoccabili ancora a lungo e che invece, nel giro di poco più di un mese, sono diventati passato.

Solo un mese fa, del resto, la stessa Coiro rinnovava anche il primato nazionale dei 600 metri: 1’24”32 al Paolo Rosi di Roma, superando un record che apparteneva a Patrizia Spuri dal 1999. Il futuro, per l’atleta romana, comincia adesso. E per la prima volta, dopo 46 anni, gli 800 metri femminili italiani hanno un tempo nuovo da inseguire.

© Riproduzione riservata