Igor Protti è morto all'età di 58 anni dopo una lunga malattia. A darne notizia con un messaggio è la famiglia, che ha pubblicato anche una lettera scritta dall’ex calciatore del Livorno: «Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”».

Lo scorso 25 maggio era riuscito ad accompagnare la figlia all'altare, nonostante le difficoltà. «Volevo assolutamente esserci per Noemi, i medici e gli infermieri mi hanno aiutato a farcela», ha detto poi in un’intervista al Corriere. I funerali si terranno alle 15 del 19 giugno presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, Via della Rimembranza.

Carriera

Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Protti iniziò la sua carriera nelle categorie inferiori prima di affermarsi con il Messina e poi con il Bari. Con quest’ultima squadra divenne capocannoniere della Serie A nella stagione 1995-1996 segnando 24 reti, ma non bastarono per evitare la retrocessione. Nel corso della sua carriera ha vestito anche le maglie di Lazio e Napoli, ma il legame più intenso fu con il Livorno dove tornò nel 1999. Protti fu in grado di ripartire dalla Serie C e riportare il club alla Serie A, diventando un simbolo cittadino. Insieme a Dario Hübner fu l’unico a vincere il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1.

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