Il presidente della Figc, in conferenza dopo il consiglio federale, ha confermato che il nuovo corso ripartirà dall’allenatore di Jesi, che aveva lasciato la panchina azzurra nel 2023 per andare in Arabia Saudita. L’ex senior advisor prende il posto lasciato libero da Maldini e Leonardo. In settimana l’annuncio di una «terza figura»
Dopo 16 giorni di annunci, trattative più o meno segrete e poi fallite, nomi fatti trapelare per subodorare gli umori dell’opinione pubblica calcistica e veti incrociati sulla figura di Andrea Pirlo, che hanno portato alle dimissioni dell’ormai ex neo-direttore tecnico Paolo Maldini e del consigliere Leonardo, Giovanni Malagò ha deciso di prendere in mano il dossier sulla nomina del nuovo allenatore della Nazionale italiana. Così, nella conferenza stampa al termine del Consiglio federale di oggi, martedì 28 luglio, è arrivato l’annuncio: «Il tempo stringeva e io ho ritenuto che la persona giusta come ct dovesse essere Roberto Mancini. Mi assumo la responsabilità».
Gli azzurri dunque ripartono dall’allenatore di Jesi, con cui Malagò non ha mai nascosto di avere un certo feeling, lo stesso che sulla panchina dell’Italia ha portato all’Europeo vinto a Wembley nel 2021 con tanto di striscia di imbattibilità di 37 partite (superata solo quest’anno, al Mondiale americano, dalla Spagna).
Intorno al Mancio si era però sollevato in queste settimane un polverone, visto che la sua decisione di lasciare l’Italia nel 2023 per i petroldollari – scelta per cui ha chiesto scusa, dicendo che con il senno di poi non lo rifarebbe – è stata vista come l’ennesima dimostrazione che la “questione morale”, la stessa sollevata intorno a Pirlo e al suo contratto di sponsorizzazione con il gigante russo delle scommesse Fonbet, che ha forti legami con Sergey Lomakin (il patron dello United Fc Dubai allenato dal “Maestro”), non valga per tutti allo stesso modo.
Proprio sulla decisione passata di Mancini, Malagò ha detto che «tutto è stato tenuto in considerazione. Le scuse fatte da Roberto sono state importanti. Sono un presupposto della conferenza di domani. È evidente che sono state fatte tutte le valutazioni possibili».
Ranieri nuovo dt, poi una «terza figura»
Malagò ha annunciato anche che Claudio Ranieri, ex senior advisor della Roma, ha accettato il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia: «La notizia è che non è venuto meno quel concetto alla base della nuova gestione del presidente del Club Italia e del cosiddetto direttore tecnico. Mi serviva per completare il cerchio una persona con cui condividere la scelte dell’allenatore. Una persona che dovesse diventare il presidente del Club Italia. Questa persona si chiama Claudio Ranieri, da pochi minuti ha garantito al sottoscritto il suo impegno, sta arrivando dalla Calabria e sarà lui a coprire questo ruolo».
«Entro la fine della settimana – ha aggiunto poi Malagò – conto di darvi notizia su una terza figura che verrà a bordo. Non iniziate a fate nomi perché già qualcuno ha fatto figure non esaltanti, una figura che si occuperà di fare il dirigente delle varie squadre nazionali, la figura ricoperta in passato da Gigi Riva e Gigi Buffon. Voglio affidargli anche il coordinamento delle nazionali giovanili insieme a Viscidi, che rimane con noi. Questo è il completamento di una serie di scelte che il Consiglio federale ha assolutamente condiviso all'unanimità. È molto positiva la disponibilità per ciò che riguarda aspetti economici sia da parte di Roberto Mancini che da parte di Ranieri, sono stati assolutamente capaci di comportarsi con grande sensibilità anche verso le dinamiche di budget che devono essere considerate».
Mancini e Ranieri saranno presentati in una conferenza stampa mercoledì 29 luglio alle ore 18.
Maldini-Leonardo, «risoluzione consensuale»
Su Maldini e Leonardo è tornato anche Malagò nel corso del suo intervento: «Corrisponde al vero quanto è emerso finora: c'era un candidato definito e concordato su indicazione di Maldini e Leonardo. Poi l’involuzione sul nominativo prescelto di Andrea Pirlo ha portato il sottoscritto a non approvare più questa candidatura, semplicemente per un discorso di valutazione della convenienza. Mi spiace perché qualcuno l'ha un po' colorita, non ci sono altre interpretazioni o verità. Non ero affatto al corrente della collaborazione con Fonbet, e pare anche Maldini. Non c'è stato alcun tipo di conflitto o polemica con lui e Leonardo: sono stato più in videoconferenza con loro negli ultimi giorni che con chiunque altro. Non c'è stato conflitto, polemica, rabbia, dispiacere quello forse sì».
Malagò ha risposto anche sulle voci che hanno riguardato Antonio Conte e, da qualche ora, Giorgio Chiellini: «Conte è un allenatore che ha una storia che parla da sola. Ho un buonissimo rapporto con lui, ma qui qualcuno continua a ragionare in modo diverso rispetto alla realtà di oggi, che non è la realtà di ieri. Oggi c'è un allenatore e un presidente del Club Italia, il motivo per cui si sono separate le strade con Maldini e Leonardo è proprio questo. L'idea è sempre stata Mancini e Ranieri. Conte poteva essere sicuramente un candidato per l'allenatore, Zola può essere sicuramente un nome che rientra nella scelta del terzo soggetto. Chiellini? Uno degli argomenti sul quale sono stato chiarissimo parlando con Paolo e Leo è che per rispetto di società che mi hanno candidato e sostenuto non vado a prendere delle persone che lavorano in società di Serie A. Su questo presupposto potevano esserci altri allenatori o direttori tecnici, nomi anche pesanti che però non ho mai preso in considerazione».
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