Pasqua è passata, le uova sono state trovate (il classico rito di “caccia” a regali e dolcetti è divertente anche oltre l’età dell’infanzia) e – ahinoi – dobbiamo tornare a portarvi notizie non particolarmente felici. Questa settimana, insieme a Ornella Cosenza abbiamo indagato l’impatto del voto giovane, che in Germania tende da tutt’altra parte rispetto all’Italia. E poi, parliamo delle conseguenze della guerra in Iran sull’economia e le proposte del governo tedesco per arginarle. C’è poi il grosso tema della leva non obbligatoria che sta guadagnando terreno, ma buttiamo un’occhiata anche alle gare tra Land per ospitare le prossime Olimpiadi e la decriminalizzazione del viaggio senza biglietto. 

(Un piccolo bonus. Crediamo di non avervi mai raccontato – colpevolmente – del Tanzverbot, ma recuperiamo perché la Deutsche vita si propone pure di dare anche un piccolo spaccato di vita vissuta-echtes Leben: a differenza di quanto succede in Italia, dove la Pasqua è anche sinonimo di feste e distrazioni, infatti, i Land tedeschi prevedono un “divieto del ballo” che vale per feste, teatri e discoteche. A seconda dei Land, si applica in diversi momenti del weekend pasquale. Il senso è quello di rispettare le sofferenze di Cristo in croce e i momenti salienti in cui vengono celebrate le funzioni, quindi a seconda di religione prevalente e altre peculiarità si tratta di un limite più o meno restrittivo, che in alcune zone parte dal giovedì santo e può arrivare fino a Pasquetta. Se aveste poi desiderio di vedere al cinema La vita di Brian – la parodia dei Monty Python sulla crocifissione – il Venerdì santo, non lo troverete. È vietato proiettare queto e diversi altri film “irrispettosi”). 

Guerra e petrolio

Il prezzo di benzina e diesel sta salendo vorticosamente anche in Germania. Dopo i dati economici più che negativi che sono stati pubblicati la scorsa settimana a proposito di inflazione e crescita del Pil tedesco, anche il governo non sembra avere idee troppo chiare su come arginare il problema. 

Le proposte che sono sul tavolo fino a questo punto sono principalmente due. La ministra dell’Economia Katharina Reiche ha proposto delle detrazioni alle tasse sul carburante, mentre il ministro delle Finanze ha chiesto – assieme ai colleghi di Spagna, Austria e Portogallo – a Bruxelles di lavorare sulla prospettiva di una tassa europea sugli extraprofitti delle società petrolifere. Lars Klingbeil ha già provveduto a far svolgere i calcoli su quest’opzione, ma vorrebbe un maggiore sostegno da parte del governo per questa proposta. 

L’idea di Reiche, invece, è già stata criticata anche dalle file del suo stesso partito: la corrente “sociale” della Cdu ha osservato che, considerata la portata dei rincari, non si tratta di una misura che all’altezza del problema. Nello specifico per i redditi minori lo sconto sulle tasse che ipotizza la ministra non sarebbe infatti particolarmente rilevante: sarebbe quindi meglio lavorare – secondo i detrattori della proposta di Reiche – lavorare su un potenziale taglio dell’Iva o un bonus mezzi pubblici. Si discute anche del taglio delle tasse sull’energia, fuori dal tavolo, invece, la possibilità delle domeniche ecologiche o l’introduzione di un limite di velocità. 

Leva e viaggi

La scorsa settimana abbiamo ricapitolato i contorni delle iniziative militari del governo Merz. Tra fondi speciali, visita di leva (ma non servizio militare) obbligatoria e iniziative nei Baltici, Berlino si prepara a fare i conti con la potenziale fine della Nato più volte sbandierata da Donald Trump. 

Un’altra notizia che ha fatto titoli nel weekend riguarda l’obbligo che vincola gli uomini dai 17 ai 45 anni a fare comunicazione formale allo stato di un eventuale soggiorno all’estero che duri più di tre mesi. In realtà si tratta di una norma che era già associata alla vecchia legge di leva, sospesa – assieme a questa appendice – da diversi lustri. In realtà, però, sembra non ci siano conseguenze pratiche in caso di mancata comunicazione: il testo, infatti, non prevede sanzioni. L’opposizione, in ogni caso, chiede chiarimenti al ministero: la Cdu mette già le mani avanti spiegando che, dal momento che la leva non è in realtà obbligatoria, definire questo dettaglio per il momento non è un’impellenza urgente

Roba da uomini

Con Ornella Cosenza abbiamo approfondito il motivo per cui AfD nello specifico e l’estrema destra in generale sono diventate così interessanti per i giovani elettori maschi tedeschi. Solo pochi anni fa, l’elettorato giovane si entusiasmava per partiti del centro come la Fdp liberale o i Verdi, sull’onda dell’attivismo ecologista à la Greta Thunberg. Altri tempi: ora domina la paura del futuro e il timore che il proprio benessere possa essere sotto attacco. In un quadro simile, le risposte facili che fornisce AfD possono essere affascinanti

Viaggiare senza biglietto e senza reato

Tribunali e carceri sovraccarichi hanno ispirato la ministra della Giustizia a depenalizzare il fatto di viaggiare sui mezzi pubblici senza biglietto. «I procedimenti collegati impiegano tante risorse che potrebbero essere impiegate in maniera più efficace altrove» ha detto Stefanie Hubig alla Neue Osnabrücker Zeitung. Il tema riguarda infatti soprattutto cittadini che dovrebbero andare in prigione per non aver potuto pagare la multa per aver viaggiato senza biglietto. Una sanzione eccessiva, secondo la ministra, che meriterebbe una riconsiderazione e la riduzione a reato minore del viaggio senza biglietto. 

Scontro testosteronico

Vi ricordate Markus Söder? Vi abbiamo parlato di lui diverse volte, un po’ perché il governatore della Baviera è il capo della Csu e un membro molto rumoroso della coalizione di governo, un po’ perché il suo feed Instagram rivaleggia quanto a contenuto alimentare con le migliori performance di Matteo Salvini. Oggi vi proponiamo la sua ultima impresa, che riguarda una sfida interna – e non poco testosteronica – con il suo collega della Renania settentrionale-Westfalia Hendrik Wüst. 

Screzi tra governatori, direte voi, ma la gara tra Söder e Wüst per la candidatura ai giochi olimpici del 2036, 2040 o 2044 è un antipasto dello scontro per l’eredità di Friedrich Merz, che – a seconda della sua performance in questo difficile mandato – potrebbe arrivare anche molto molto presto. Nel 2024 entrambi erano dati come potenziali candidati alla cancelleria (il bavarese ovviamente per la Csu, che corre sempre accoppiata alla Cdu) ma entrambi hanno lasciato spazio a Merz, consapevoli che la loro relativa gioventù (Söder ha 59 anni, Wüst 50) offre loro possibilità di aspettare un turno. 

Ora però entrambi – forti di ottimi conti, che permettono di investire nella promozione dello sport e nella realizzazione di impianti – concorrono per partecipare alla selezione del Cio. Per i due governatori, vincere la possibilità di concorrere sarebbe anche un importante diversivo e un colpo per compensare una certa debolezza interna, visto che Söder ha dovuto fare i conti con il calo di popolarità del suo partito, un tempo imbattibile nel Land, mentre Wüst sta gestendo le conseguenze di due scandali che hanno portato alla dimissione di altrettante ministre. Difficile prevedere chi la spunterà: in Baviera con un referendum è già stato deciso che si concorrerà, mentre la Renania deve ancora deliberare, ma la speranza in entrambi i casi è di convincere la federazione tedesca e portare a casa i miliardi che potrebbe garantire l’assegnazione. In attesa del prossimo scontro tra i due maschi alpha della destra tedesca. 

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