«Smettetela di percorrere questa strada». Continua la presa di posizione aggressiva di Friedrich Merz nei confronti degli alleati della Spd, che dopo aver messo giù un documento di massima con Verdi e Linke stanno per iniziare le trattative di coalizione per formare un’alleanza a Berlino. La ragione va cercata a più livelli: la Cdu spera ancora di entrare in coalizione con Spd e Verdi anche se la Linke è stata il partito più votato in assoluto, contemporaneamente la componente di sinistra radicale della Linke stessa solleva dubbi intorno alla posizione del partito nei confronti della protezione dei cittadini di religione ebraica e la possibile vicinanza a un clan della criminalità organizzata d’origine turca di Berlino. 

A preoccupare la ministra dell’Economia Katherina Reiche è la prospettiva dell’esproprio dei gruppi immobiliari che possiedono appartamenti affittati dai berlinesi, un punto di programma – di cui si discute ancora la fattibilità – che la nuova alleanza difende a spada tratta. Un’intenzione che, secondo la destra, mette a rischio la credibilità economica della Germania nella totalità. La ministra non è l’unica esponente della Cdu che si batte contro l’alleanza: a intervenire a gamba tesa è anche stato Markus Söder, capo della Csu, che ha chiesto una Brandmauer – il muro di fuoco che esclude AfD dalla vita politica del paese – anche a sinistra, proponendo di non condividere più informazioni sensibili con la città stato berlinese se dovesse andare al governo la Linke.

Anche una parte della Spd non è d’accordo con le intenzioni del partito berlinese: venti deputati hanno firmato una lettera in cui si oppongono ai colloqui per la formazione di una coalizione di governo perché vedono minacciati i valori fondanti del partito e la credibilità politica della Spd. A firmare, oltre alla corrente riformista del Seeheimer Kreis, sono anche deputati più moderati. 

Nonostante le perplessità interne ed esterne – il capo della Cdu di Berlino Stefan Evers ha parlato di una «dichiarazione di capitolazione» di Spd e Verdi – le trattative vanno avanti e si è trovato un accordo su un primo documento che sarà la base dei colloqui. Tanti in realtà i punti in comune, ben oltre l’esproprio, soprattutto sulla vivibilità della capitale. Tra le proposte, per esempio, anche una revisione della viabilità e il blocco della costruzione del tratto urbano della A100, autostrada su cui da anni infuria un grosso dibattito. Verdi e Spd hanno già dato via libera, mentre la Linke deciderà durante un’assemblea il prossimo 31 ottobre. Nel confronto preliminare è stato approvato anche un documento congiunto contro ogni forma di antisemitismo che serve a socialdemocratici ed ecologisti per smentire chi li accusa di fare cosa comune con un partito che mantiene una posizione ambigua: ciononostante la scorsa settimana le trattative stavano per naufragare. La ragione sta nella presenza della delegazione della Linke della deputata Vanessa Emde, che a più riprese a giudizio della comunità politica tedesca ha messo in dubbio il diritto dell’esistenza dello stato d’Israele spiegando che il diritto d’esistenza appartiene alle persone, non agli stati. 

La sua adesione al gruppo parlamentare ha provocato dunque una sospensione temporanea dei colloqui, che poi sono ripresi, secondo le ricostruzioni grazie alla disponibilità della Linke di tenere a distanza Emde. 

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