Il governo taglia i fondi per i Centri di assistenza fiscale, che aiutano i contribuenti con le dichiarazioni dei redditi. Una sforbiciata che avrà ricadute sulla stagione del 730, che si apre ufficialmente il 14 maggio. Le scadenze da rispettare e le novità in tema di detrazioni, dal tetto alle spese per i redditi alti al taglio dei bonus edilizi
Un taglio di 21,6 milioni sulle risorse previste per le attività dei Caf, i Centri di assistenza fiscale. La disponibilità di fondi per assistere i cittadini nella compilazione del 730 che diminuisce del 10 per cento. E possibili ripercussioni sui servizi offerti ai contribuenti, proprio mentre inizia la stagione delle dichiarazioni dei redditi.
La sforbiciata ai compensi per l’assistenza fiscale, prevista dalla legge di Bilancio e resa operativa dal decreto del ministero dell’economia del 29 aprile, preoccupa la Consulta nazionale dei Caf, che ha denunciato il rischio di «un possibile aumento dei costi o una riduzione della capillarità del servizio», come ha detto il presidente Giovanni Angileri. A ciò si aggiunge l’effetto retroattivo della misura, dato che il nuovo limite di spesa riguarda anche attività svolte nel 2025.
Il taglio alle risorse è stato motivato con la progressiva diffusione delle precompilate e con l’aumento delle dichiarazioni accettate senza alcuna modifica. Una dinamica che agli occhi del governo rende il lavoro dei Caf meno centrale. Peccato che negli ultimi anni, complice un sistema normativo in continua evoluzione, il ruolo di chi presta supporto si sia consolidato.
I dati mostrano che la maggior parte dei contribuenti necessita ancora di assistenza: lo scorso anno gli invii diretti hanno raggiunto quota 5,4 milioni, mentre gli intermediari hanno scaricato oltre 21 milioni di modelli 730 pronti all’uso. L’importanza dei Caf è poi confermata da quanto accaduto a fine aprile, quando la Cgil ha segnalato che molti sostituti d’imposta avevano rilasciato certificazioni uniche con dati errati. Di qui la necessità di un controllo attento sulle cifre di questi documenti.
Partenza in salita
Le tensioni con via XX Settembre arrivano alla vigilia del periodo più caldo per le dichiarazioni dei redditi, con milioni di italiani che si preparano a presentare il modello 730. La precompilata è già disponibile dal 30 aprile nel cassetto fiscale dei contribuenti, ma solo per consultazione: le prime modifiche e integrazioni sono possibili dal 14 maggio, mentre l’invio va effettuato – online o rivolgendosi ai Caf – entro il 30 settembre.
Il modello Persone fisiche, riservato a chi ha percepito redditi d’impresa, da lavoro autonomo e ad altre categorie, sarà invece online dal 20 maggio nella sua forma precompilata, con l’obbligo di presentarlo all’Agenzia delle entrate entro il 2 novembre. In entrambi i casi, quindi, le scadenze non sono imminenti, ma è meglio non attendere troppo per ricevere in tempi rapidi gli eventuali rimborsi “guadagnati” detraendo spese mediche, sportive o scolastiche.
Rispetto agli anni precedenti, nel 2026 la precompilata risulterà più ricca di informazioni precaricate dall’Agenzia grazie all’allargamento della platea delle fonti informative. Lavoratori e pensionati dovranno però fare i conti con una serie di novità, dal tetto alle spese detraibili per i redditi medio-alti al nuovo meccanismo di calcolo delle detrazioni che privilegia le famiglie numerose, fino al ridimensionamento dei bonus edilizi.
Spese da detrarre
Il governo ha optato per una riduzione progressiva delle detrazioni per chi guadagna oltre 75mila euro all’anno. Per chi supera tale soglia le spese sono ammesse in detrazione solo fino a un determinato ammontare, calcolato moltiplicando un importo base per un coefficiente che varia in funzione del numero di figli a carico. Il sistema introduce così un quoziente familiare sulle spese: a parità di guadagno, un single con alto reddito sarà penalizzato rispetto a un genitore con tre figli.
Con l’entrata a regime dell’assegno unico, viene poi meno la detrazione fissa per i figli sotto i 21 anni: il sostegno avviene esclusivamente tramite l’assegno mensile dell’Inps, fermo restando il diritto a detrarre spese universitarie e quelle per attività sportive. Per i ragazzi tra i 21 e i 30 anni resta la detrazione ordinaria di 950 euro, mentre la grande novità è la stretta sugli over 30, per cui non spetta più la detrazione forfettaria per carichi di famiglia.
Ma qualcosa cambia anche per le detrazioni legate agli interventi sugli immobili. Nel 2026 il bonus ristrutturazione mantiene un tetto di spesa alto, pari a 96mila euro per unità immobiliare. La vera variabile è la percentuale di detrazione: se per la prima casa si continua a beneficiare dell’aliquota al 50 per cento, per gli altri immobili l’aliquota cala al 36 per cento. Per l’ecobonus, che riguarda le spese di efficientamento energetico, le percentuali di detrazione variano invece dal 50 al 65 per cento.
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