Nei confronti del primogenito del fondatore della Lega è stato eseguito il provvedimento di cumulo delle pene per i reati di appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza
Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato arrestato ieri a Busto Arsizio, in provincia di Varese, in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per complessivi 5 anni e 9 mesi.
Il provvedimento, firmato dal procuratore di Busto Arsizio Carlo Nocerino, è stato eseguito dai carabinieri che hanno raggiunto Bossi nella sua casa e lo hanno portato nel carcere di Busto Arsizio. Le condanne riguardano fatti del 2011 e 2020 per i reati di appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Esclusa dal conto la condanna a un anno e 4 mesi per maltrattamenti nei confronti della madre.
Dalle carte all’epoca era emerso che il figlio del Senatur aveva percepito 280 euro ogni mese per 43 mensilità per un ammontare complessivo di 12.800 euro. L'erogazione del reddito di cittadinanza era però collegata al canone di locazione di un appartamento come sostegno al pagamento. Appartamento dal quale, però, secondo quanto era stato accertato dagli inquirenti, Bossi era già stato sfrattato in quanto moroso.
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