La società Bbt Se in una nota: «Non ci sono ripercussioni sulle attività operative». Allarmi bomba sugli aerei, il Financial Times: le ipotesi delle intelligence si indirizzano verso Mosca
Un cyber attacco ha colpito la società incaricata di costruire e gestire il tunnel del Brennero. A confermarlo è la stessa azienda, Bbt Se, che in una nota fa sapere di essere stata oggetto di «un attacco informatico mirato, nel corso del quale soggetti non autorizzati hanno avuto accesso a dati accessibili tramite Internet». La società non ha fornito dettagli sulle tempistiche. Non appena rilevato l'incidente, la società fa sapere di aver attivato «i protocolli di sicurezza informatica, provvedendo all'immediato isolamento dei sistemi interessati e avvalendosi del supporto di specialisti esterni in cybersecurity per lo svolgimento delle necessarie analisi forensi».
Nella nota assicura che «sono stati avviati tutti gli adempimenti previsti e sono state informate le autorità competenti». La società ritiene che l'attacco non abbia avuto ripercussioni sulle attività operative. Sono tuttora in corso approfondimenti per accertare i dettagli.
Come riportato dal quotidiano austriaco Tiroler Tageszeitung, a finire nel mirino degli inquirenti ci sarebbe il gruppo noto come “Everest”, riconducibile all'ambiente della cybercriminalità di lingua russa. Si tratta di una rete di estorsione internazionale specializzata nel furto di dati, nella minaccia di pubblicazione online e nella richiesta di denaro in cambio del silenzio. Il gruppo hacker inserisce il tunnel del Brennero nella propria piattaforma dark web come obiettivo.
I cyber attacchi degli ultimi giorni
Le agenzie di sicurezza europee indagano sugli allarmi bomba coordinati che hanno interessato decine di voli nei giorni scorsi. In particolare s’indaga se gli attacchi siano riconducibili alla Russia. Secondo il Financial Times, sulla base di informazioni raccolte da funzionari dell’intelligence, è in corso un’indagine transfrontaliera per individuare i responsabili.
Alcuni esponenti dei servizi europei considerano l’ipotesi russa la più probabile sulla base del possibile movente, delle modalità operative, dei precedenti e dei primi elementi emersi. Tra le piste di lavoro c’è quella che porta ad attivisti filo-Cremlino o a gruppi hacker. Gli investigatori, tuttavia, sottolineano che l’attribuzione resta incerta e che potrebbe non essere possibile arrivare a una conclusione definitiva.
Le email, scritte nella lingua dei destinatari, sono partite da account anonimi e da diverse aree geografiche; una di esse è stata rintracciata in Colombia. Una minaccia inviata giovedì all’aeroporto di Fiumicino era stata attribuita al gruppo sciovinista russo Male State. Il fondatore Vladislav Pozdnyakov ha negato il coinvolgimento dell’organizzazione.
Il caso presenta analogie con una serie di falsi allarmi registrati in Lituania nell’ottobre 2023, quando oltre 1.500 segnalazioni colpirono scuole e asili. Anche in quel caso l’intelligence diresse i suoi sospetti verso Mosca.
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