Dopo il sabotaggio dei B&B e delle panchine anti-clochard la banda di Robin Hood, collettivo di attivisti urbani attivo da qualche anno in tutta Italia, torna all’attacco, questa volta sul caro benzina. Durante la notte gli attivisti hanno simbolicamente portato i contatori del prezzo della benzina a zero in venti benzinai di Roma tra i quartieri Garbatella, Tufello, Monteverde, Roma Ovest ed Esquilino. Un gesto di protesta per attaccare il governo Meloni sulle accise e sul costo di diesel e benzina, aumentato vertiginosamente anche a causa dei conflitti internazionali e giunto a più di due euro al litro.

Gli attivisti, in un comunicato, attaccano la premier partendo dalle sue stesse parole: «Cara presidente, solo sette anni fa – appena quattro prima di governare – faceva circolare video di propaganda in cui recitava: “avete capito? Quando fate 50 euro di benzina, 15 vanno al benzinaio e 35 vanno allo Stato, tra Iva e le famose accise sulla benzina. Trentacinque euro su cinquanta allo Stato: è una vergogna. Noi pretendiamo che le accise vengano abolite”. A breve i prezzi schizzeranno nuovamente e saremo tutti noi a pagare l’ironia dei suoi video propagandistici». Per gli attivisti, infatti, durante il suo governo Meloni avrebbe contribuito a far salire i prezzi della benzina appoggiando le scelte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, accusato di aver fatto salire i prezzi di diesel e benzina dopo gli attacchi in Venezuela, a gennaio, e in Iran a marzo.

Neanche la decisione del governo di prorogare il taglio delle accise fino al 17 settembre sarebbe sufficiente, ma solo «una misura temporanea che le casse dello Stato non possono sostenere». Il collettivo infine non risparmia neanche le scelte nel campo dell’energia, accusando l’esecutivo di non aver sbloccato i progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili, mentre continuerebbe a puntare sull’energia fossile. «Per questo oggi il prezzo del carburante sta a 0.00, e il conto delle guerre lo deve pagare Meloni», si legge nel comunicato.

Per l’azione di sabotaggio, più simbolica rispetto al passato, il collettivo afferma di aver preso ispirazione dalle parole di Matteo Salvini: «Il suo alleato, nel 2015, diceva: “Se per l’autunno proponessimo 3 giorni di blocco totale, per mandare a casa questo governo, voi ci date una mano?”. Gli diamo una mano con piacere, continueremo a sabotarvi finché non vi manderemo a casa».

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