Il procedimento penale che riguarda l’ex capa di gabinetto del ministro Nordio verrà sospeso in attesa della pronuncia della Consulta. La prima udienza del 17 settembre è così a rischio. Si attende il voto del plenum del Csm sull’istanza della giudice che vuole tornare in ruolo in magistratura proprio nella Capitale
Giusi Bartolozzi è salva. L’Aula, con 47 voti di scarto, ha detto sì al conflitto di attribuzione che ora verrà sollevato davanti alla Corte costituzionale. Sarà dunque la Consulta a dover decidere se all’ormai ex capa di gabinetto del guardasigilli Carlo Nordio estendere o meno le stesse garanzie previste per i ministri nell’ambito del caso Almasri, il torturatore libico rimpatriato a gennaio 2025 con un volo di Stato.
Nell’attesa che la Corte decida, il procedimento dei magistrati capitolini a carico dell’ex zarina, accusata di false informazioni ai pm, verrà sospeso. Dopo la citazione diretta a giudizio da parte dei pm di piazzale Clodio, il gip aveva fissato l’udienza a dopo l’estate, il 17 settembre. Udienza a rischio, se i giudici costituzionali non si pronunceranno prima.
Ora è dunque tutto di nuovo in discussione. Nel frattempo ad attendere Bartolozzi è anche un altro voto, come già raccontato da Domani. Si tratta di quello del plenum del Csm che, dopo l’ok della terza commissione, dovrà decidere se approvare il rientro in ruolo in magistratura dell’ex capa di gabinetto che, attraverso un’apposita istanza, ne ha fatto richiesta.
Qualora il Consiglio superiore della magistratura votasse positivamente l’istanza di Bartolozzi di tornare giudice a Roma, il procedimento penale a carico di Bartolozzi – ora sospeso – verrebbe spostato altrove per incompatibilità.
Al voto di oggi in Aula, come denunciato ieri dal parlamentare del Pd Andrea Casu, non hanno avuto possibilità di partecipare i colleghi sospesi con sanzione disciplinare dopo le loro proteste contro l’evento neofascista celebrato alla Camera.
In particolare hanno votato contro la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzioni tutte le opposizioni. A sostegno del conflitto si sono espressi invece FdI e FI, non è invece intervenuto in dichiarazione di voto un rappresentante della Lega.
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