Natalia Potenza è stata sentita dai pm che indagano sull’attentato contro Sigfrido Ranucci come persona informata sui fatti. Nella memoria depositata gli affari del faccendiere
I pm di Roma non avevano intenzione di convocarla. «È una donna arrabbiata», il commento più gettonato tra i corridori di piazzale Clodio: «Se vorrà dire qualcosa noi siamo qui». E cosi Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, presunto mandante della bomba a Sigfrido Ranucci, ha chiesto al suo legale, Giuseppe Cavallaro, di inviare una mail ai magistrati capitolini per vuotare il sacco. La mail è arrivata con ritardo perché il penalista ha sbagliato indirizzo pec di invio, inoltrando la richiesta della sua assistita a un funzionario del ministero della Giustizia.
Poi finalmente il giallo si è chiarito, il pm Edoardo De Santis ha ricevuto le istanze e così convocato Potenza. Che questa mattina è arrivata a piazzale Clodio accompagnata dai suoi avvocati.
È stata sentita come persona informata sui fatti e pare abbia depositato una corposa memoria sugli affari del suo ex che dal carcere, ha appreso Domani, le imponeva «silenzio e discrezione». All’ingresso del tribunale Potenza non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
La donna sembra abbia ricostruito gli affari finanziari di Lavitola e potrebbe anche aver riferito dei legami tra il faccendiere e Ranucci. Ad attenderla fuori dall’ufficio del pm la collaboratrice dello studio Cavallaro e la sorella, Andrea Potenza. L’interrogatorio di Potenza si è concluso dopo quasi dieci ore.
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