Alla presentazione dei risultati dello scorso anno, l’ad Scannapieco dice: «I nostri azionisti possono essere soddisfatti dei risultati raggiunti». Con gli investimenti del gruppo garantito mezzo milione di posti di lavoro
Un nuovo aumento dell’utile del 3 per cento che fa aggiornare il record dell’anno precedente. Cassa depositi e prestiti ha annunciato ieri, durante la presentazione dei risultati del 2025, il secondo massimo storico per gli utili che passano da 3,3 a 3,4 miliardi di euro.
«Abbiamo sostenuto la competitività del tessuto economico italiano, al fianco delle Pubbliche amministrazioni e delle imprese, anche di quelle piccole e medie che fanno più fatica ad accedere al credito, avviando una nuova attività di finanziamento diretto», ha detto l’amministratore delegato, Dario Scannapieco, illustrando i dati dello scorso anno, rivendicando la mission di sostegno alla parte produttiva del paese.
Cdp gestisce «responsabilmente» (come specificato dall’ad) il risparmio postale di 27 milioni di italiani. Il 2025 è stato un anno simbolico sotto questo punto di vista: c’è stata la celebrazione del 150esimo anno della nascita del libretto di risparmio e il centenario della fondazione dei buoni postali.
L’andamento dell’istituzione di via Goito (ancora per poco visto il prossimo al trasferimento in Piazza Verdi) ha garantito ricchi dividendi ai soci, il ministero dell’Economia e le fondazioni bancarie, per oltre 6 miliardi di euro per il triennio 2022-2024, a cui si aggiunge la proposta di un ulteriore dividendo di 2,2 miliardi di euro per il 2025.
«I nostri azionisti possono essere soddisfatti dei risultati raggiunti», ha detto Scannapieco. In questo contesto il patrimonio netto fa registrare un incremento del 6 per cento, arrivando a 32 miliardi di euro.
Pil e territorio
L’impatto sul Pil nazionale è stato pari all’1,6 per cento con mezzo milione di posti di lavoro mantenuti o creati negli ultimi dodici mesi. Il gruppo Cassa depositi e prestiti (dal Real asset all’internazionale, passando per l’Equity e l’advisory) ha impegnato risorse per circa 29,5 miliardi di euro, il 36 per cento dell’obiettivo fissato nel piano strategico 2025-2027. Gli investimenti complessivi generati ammontano a 73,6 miliardi.
C’è poi il tema del rapporto con il territorio. Sono cresciuti del 17 per cento i finanziamenti agli enti locali, raggiungendo la cifra di 2 miliardi di euro. Un particolare, sottolineato da Cdp, è che il 94 per cento degli italiani vivono in comuni in cui la Cassa ha finanziato almeno un’impresa o un ente pubblico.
«Accanto alle attività industriali e finanziarie, il gruppo ha continuato poi a sostenere lo sviluppo a livello sociale, culturale e ambientale del paese anche attraverso le attività di Fondazione Cdp con interventi mirati», ha ribadito il presidente Giovanni Gorno Tempini.
Nel dettaglio, sul versante dell’Equity, affidato dallo scorso anno a Fabio Barchiesi, sono stati impegnati 1,4 miliardi di euro. A spiccare tra le operazioni, c’è la partecipazione all’aumento di capitale di Italgas, per favorire la creazione del campione europeo della distribuzione del gas (con l’acquisizione di 2i Rete Gas).
Sulle prospettive di Cdp, uno degli obiettivi è il proseguimento del supporto agli enti pubblici in uscita dal Pnrr. Scannapieco, rispondendo ai cronisti, ha spiegato che al momento non è in programma un ingresso in Ferrovie dello stato: «A oggi non c’è nessun dossier sul tavolo». Sempre sullo scenario imprenditoriale, l’ad di Cassa ha definito «l’opas su Tim una bella operazione industriale».
Sul tavolo resta il nodo del rinnovo dei vertici della società Borsa italiana, visto che il mandato dell’attuale ceo, Fabrizio Testa, è in scadenza. Euronext punta al rinnovo dell’incarico, ma Cdp (che è anche azionista di Euronext) ha chiesto al tribunale di Amsterdam di far valere il proprio potere di scelta sulla base dei patti.
Scannapieco ha chiarito: «Gli accordi prevedono delle prerogative per Cdp e riteniamo che debbano essere rispettate. A volte non è questione di persone ma di quello che è previsto nei patti».
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