Gli alunni di alcune classi quinte della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica, in provincia di Vicenza, hanno aiutato le associazioni di volontariato a distribuire i pasti alle persone migranti che si radunano in piazza Libertà. Lega: «Lavaggio del cervello». L’eurodeputata Cisint annuncia un’interrogazione a Valditara. Il ministro manda gli ispettori
Una gita immersiva per far capire e raccontare ai bambini e alle bambine della primaria cosa significa percorrere la rotta balcanica. Cosa significhi camminare al buio, senza scarpe, affrontando ostacoli e insidie in una rotta in cui moltissime persone hanno perso la vita. Gli alunni di alcune classi quinte della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica, in provincia di Vicenza, hanno aiutato le associazioni di volontariato, attive a Trieste, a distribuire i pasti alle persone migranti che si radunano in piazza Libertà, dove da anni operano i volontari dell’associazione Linea d’Ombra.
Se l’iniziativa educativa è stata raccontata dai protagonisti come «un momento pieno di vita per la serietà degli sguardi e dei gesti dei bambini» e, riporta il Corriere della Sera, il progetto è stato approvato dal collegio docenti e condiviso con i genitori delle classi coinvolte, la maggioranza ha alzato il polverone delle polemiche accusando la scuola di aver fatto un «lavaggio del cervello». Subito è intervenuto il ministero dell’Istruzione e del Merito di Giuseppe Valditara informando che «l’Ufficio scolastico regionale per il Veneto ha immediatamente avviato le opportune verifiche sulla vicenda, al fine di accertare le modalità didattiche delle attività disposte e le modalità di svolgimento delle stesse».
Un caso politico
La piazza era «piena di vita, con i Fornelli resistenti di Bassano del Grappa, validamente accompagnati dagli amici della Fattoria sociale Conca d'oro e dalla gioiosa serissima apparizione delle bambine e dei bambini» della primaria di Marostica «che hanno attivamente collaborato all’offerta della cena e dei beni», ha raccontato sui social uno dei volontari, Gian Andrea Franchi.
Da un’«iniziativa educativa di alto spessore civico» – l’ha definita così la consigliera regionale del Pd Chiara Luisetto – si è trasformata in un caso politico nazionale. Un duro attacco è arrivato dall’europarlamentare della Lega Anna Cisint per cui l’attività è «vergognosa e allucinante». Per Luisetto è invece «vergognoso» che Cisint «abbia costruito una campagna via social indegna, che ha dato in pasto i bambini e l’istituto scolastico di Marostica agli odiatori seriali».
L’attività è «un progetto che fa parte della programmazione di un istituto che conosco bene e che da sempre è attento all’educazione civica» per «far crescere tra i ragazzi una sensibilità dei diritti umani», ha spiegato Luisetto.
«Le maestre hanno fatto un vero e proprio lavaggio del cervello a questi piccoli», hanno detto l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint e il senatore Marco Dreosto. Poi il turno del deputato di FdI Silvio Giovine – «La scuola non deve esporre i bambini a messaggi diseducativi» – che ha proposto, con Cisint e Dreosto, un’interrogazione a Valditara.
Mentre per il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, la scelta fatta dalla scuola è «particolare», «magari così si vuole scoprire l’illegalità allora forse è utile che i ragazzi lo sappiano, che esiste appunto un’illegalità troppe volte coperta da associazioni».
«Educare alla solidarietà significa formare cittadini e cittadine capaci di rispetto, responsabilità e umanità», ha scritto su Facebook la segretaria del Pd Trieste, Maria Luisa Paglia.
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