Jacques Moretti è tornato in libertà. Il proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, il locale devastato dall’incendio in cui la notte di Capodanno hanno perso la vita 40 persone, è stato scarcerato dal tribunale delle misure coercitive di Sion. L’uomo è indagato insieme alla moglie Jessica Maric per omicidio, lesioni e incendio colposi.

La liberazione è stata possibile dopo il pagamento di una cauzione da 200mila franchi (circa 215mila euro). Un importo proposto dalla procura della Repubblica elvetica e che il tribunale di Sion ha ritenuto «adeguato e dissuasivo» rispetto al pericolo di fuga. La somma sarebbe stata versata da un amico stretto dei Moretti, che ha chiesto l’anonimato.

La decisione è stata presa «a seguito di una nuova valutazione del rischio di fuga», che risulta attenuato rispetto ai giorni scorsi. Lo stesso tribunale non ha imposto a Moretti l’uso del braccialetto elettronico, come invece aveva chiesto la procura generale del Vallese. L’imprenditore resta però sottoposto al divieto di lasciare la Svizzera e all’obbligo di presentarsi ogni giorno presso un posto di polizia.

Scintille diplomatiche

Dall’Italia, la scarcerazione di Moretti ha causato una dura reazione da parte del governo. «Sono indignata, è un oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno e un insulto alle loro famiglie, che stanno soffrendo per la scomparsa dei loro cari», ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier ha fatto sapere che palazzo Chigi chiederà conto alle autorità svizzere di quanto accaduto.

Di «decisione priva di senso» ha parlato anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che sabato mattina ha richiamato a Roma l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Dal titolare della Farnesina è arrivato un attacco diretto alla magistratura elvetica: «Il problema non è il governo svizzero ma i magistrati di Sion, che sono garantisti quando fa comodo loro e aguzzini quando fa comodo loro». Secondo Tajani, che ha voluto indirizzare il messaggio alla «magistratura cantonale responsabile di un’inchiesta che fa buchi da tutte le parti», Moretti «potrebbe tentare la fuga». Più lapidario il leader della Lega Matteo Salvini, che si è lasciato andare a un sonoro «Vergogna!».

Alle accuse ha risposto la procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud, sentita dall’agenzia svizzera Keystone-ATS, ricordando che la scelta di rilasciare l’uomo non è stata sua, ma «di una decisione del tribunale delle misure coercitive». Pilloud ha confermato di essere stata contattata dall’ambasciatore italiano in Svizzera a cui ha «consigliato di prendere contatto con il tribunale, oppure con le autorità federali, il Consiglio federale o l'Ufficio federale di giustizia». 

Pilloud non cederà, ha detto, a eventuali pressioni delle autorità italiane e ha consigliato all’ambasciatore di rivolgersi alle autorità politiche svizzere. Anche il governo elvetico ha preso parola sull’inchiesta, per voce del ministro degli Esteri Cassis che su X ha scritto: «Come l’Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti della tragedia di Crans Montana. Capiamo il dolore, perché è anche il nostro». Anche la Svizzera, ha continuato vuole «chiarezza» e segue «con attenzione il lavoro della giustizia del canton Vallese».

Di nuovo a casa

Intanto, una settantina dei 116 feriti nell’incendio di Capodanno restano ancora ricoverati in ospedale in Svizzera e all’estero. In particolare, 26 sono i feriti in cura nella Repubblica elvetica: dodici a Zurigo, dieci a Losanna, due nel Vallese e due a Ginevra. L’ufficio federale della protezione civile ha poi fatto sapere che altre 44 persone sono ricoverate in strutture specializzate tra Germania, Belgio, Francia e Italia.

Venerdì due ragazzi sopravvissuti hanno lasciato il centro grandi ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano per tornare dalle loro famiglie. Sono due studenti milanesi di 15 e 16 anni. «Verranno qui quasi ogni giorno per completare la riabilitazione, ma tra due settimane potranno tornare a scuola», ha detto Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Lombardia.

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