In questi primi tre mesi dell’anno sono state registrate 13 morti «indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale», dice il movimento. Si tratta di dieci femminicidi, un suicidio di una ragazza trans e due casi in corso di accertamento. A questi si aggiungono almeno altri 22 tentati femminicidi
Il movimento femminista e transfemminista di Non una di meno ha diffuso i dati del proprio Osservatorio sulla violenza di genere nel 2026.
Dall'inizio dell'anno – i numeri vengono aggiornati l’8 di ogni mese – sono state registrate 13 morti «indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale».
Si tratta di dieci femminicidi, un suicidio di una ragazza trans e due casi in corso di accertamento. A questi si aggiungono almeno altri 22 tentati femminicidi riportati nelle cronache di media nazionali e locali.
L’Osservatorio spiega che nella totalità dei casi l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa: si tratta quindi di mariti, ex mariti, padri, figli. In tre casi l'uomo si è tolto la vita dopo aver compiuto l'omicidio.
Il report dimostra inoltre come la violenza di genere non conosca distinzioni territoriali né anagrafiche. Si registrano casi in Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria, Lombardia, Sicilia e Toscana. La vittima più giovane aveva 14 anni, la più anziana 85. Sempre secondo il movimento Non una di meno, nel 2025 si erano verificati 84 femminicidi. Nel 2024 i casi erano stati 99.
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