Si voterà la prossima settimana. Nuova riunione in Giunta sulla missiva firmata dal procuratore capo Lo Voi. La polemica di Forza Italia
Era tutto pronto. Questa mattina l’Aula avrebbe dovuto votare sull’acquisizione da parte dei pm di Roma delle chat dell’ex sottosegretario della Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e il prestanome del clan Senese Mauro Caroccia, indagato con la figlia Miriam per i fatti della Bisteccheria d’Italia.
Ma, in base a quanto si apprende, il voto è slittato alla prossima settimana. A “pesare” su questa scelta la lettera che il procuratore capo Francesco Lo Voi ha inviato al presidente della Camera Lorenzo Fontana. Una missiva, giunta questa mattina e anticipata ieri in tarda serata da Agi, in cui la procura di piazzale Clodio torna a sottolineare l’importanza delle chat per le indagini.
Nei giorni scorsi i pm che indagano sulla società Cinque Forchette avevano ricevuto le chat dall’avvocato difensore dei Caroccia, Fabrizio Gallo, ma contestualmente avevano fatto sapere che non avrebbero aperto il file. Tradotto: acquisire o no le chat dipende esclusivamente da ciò che deciderà la Camera.
Nel frattempo questa mattina la Giunta per le autorizzazioni, che aveva votato “no” all’acquisizione delle chat, è tornata a riunirsi. E per Forza Italia è polemica. «Stamattina eravamo pronti a votare in Aula sulla proposta della giunta per le autorizzazioni sul sequestro delle chat di Delmastro. Il presidente della Camera ha detto di aver ricevuto un'ora prima della capigruppo la lettera del procuratore di Roma, peraltro annunciata dalle agenzie già ieri sera. Una procedura anomala, non è possibile riaprire l'istruttoria solo perché la Procura pensa di mandare ulteriori documenti», ha detto il capogruppo di FI Enrico Costa al termine della capigruppo della Camera.
Dopo la nuova riunione della Giunta, sarà dunque ricalendarizzata la discussione in Aula. Il meloniano Delmastro, sempre nei giorni scorsi, aveva, attraverso una nota, fatto sapere di non avere nulla in contrario a che i pm acquisiscano i suoi messaggi con gli altri soci dell’ormai famigerata Bisteccheria.
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