Il sottosegretario ha risposto alle domande dei cronisti sulla trasferta del ministro della Difesa nel corso della presentazione della relazione annuale dell’Intelligence. «Per i viaggi di piacere, le Agenzie non sono tenute al monitoraggio». Silenzio sugli incontri istituzionali e sul giallo della scorta
«Come mai i servizi non sapevano del viaggio a Dubai del ministro Crosetto?». Alla domanda posta da Domani, nel corso dell’evento di presentazione della relazione annuale dell’Intelligence, ha risposto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
«Le agenzie di Intelligence non monitorano i viaggi dei ministri. Mi sembra superfluo ricordare che la legge 124 (la legge sui Servizi del
2007, ndr) vieta attività di controllo a una serie di persone tra cui gli esponenti politici. E Crosetto ha detto due giorni fa non in un luogo qualsiasi, ma in un'aula del Parlamento, quindi in un luogo civilmente sacro, che aveva necessità di concedersi qualche giorno di ferie con la famiglia. Per questo ha utilizzato un volo commerciale per andarvi e avrebbe utilizzato un volo commerciale per rientrare se non fosse esploso il conflitto», ha detto Mantovano escludendo, come riportato oggi da alcuni quotidiani, che sulla sua scrivania, a viaggio in corso del ministro, fosse arrivato un alert, poi non comunicato all’Aise.
Secondo le dichiarazioni del sottosegretario con delega all’Intelligence, dunque, i servizi non avrebbero dovuto «monitorare» l’attività del capo del dicastero di via XX settembre dal momento che si è trattato di un viaggio privato con la famiglia. Quanto, tuttavia, il Fatto quotidiano ha fatto notare che durante la trasferta Crosetto avesse avuto degli incontri istituzionali – come ad esempio quello comunicato su X dal suo omologo emiratino – Mantovano non ha risposto. Nessuna risposta, inoltre, sull’eventuale violazioni di protocollo da parte del ministro e sull’assenza della scorta. «Può un ministro viaggiare senza scorta?». Non è dato sapere. Il sottosegretario ha concluso con una postilla: «Da tre anni a questa parte – ha detto – i dossier sulla sicurezza e sulla difesa sono trattati dal governo, come possono attestare tutti i ministri, con piena e totale intesa tra coloro che hanno competenza in materia». Resta tuttavia il fatto, in base a quanto emerso, che Farnesina ed esecutivo non sarebbero stati informati preventivamente del viaggio a Dubai. Alle 15 di questo pomeriggio, intanto, il direttore dell’Aise Giovanni Caravelli verrà sentito dal Copasir, presieduto dal dem Lorenzo Guerini: si parlerà di Iran e di scenari geopolitici, ma anche della vicenda che riguarda il ministro.
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