Tra i soggetti per cui i magistrati meneghini chiedono il processo ci sono Enrico Pazzali, ex titolare dell'agenzia investigativa, l'esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, ma anche Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, il banchiere Matteo Arpe e Stefano Speroni, direttore affari legali Eni
È arrivata la maxi-richiesta di processo della procura di Milano su Equalize, la centrale di dossieraggio dell’ex presidente di Fondazione Fiera Enrico Pazzali e del suo socio, morto il 9 marzo 2025, Carmine Gallo. Dopo la chiusura delle indagini sul filone “clienti” della fabbrica di informazioni riservatissime di via Pattari, i pm meneghini hanno chiesto di rinviare a giudizio settantaquattro imputati, accusati a vario titolo di concorso in accesso abusivo alla banche dati protette.
Tra di loro figura per l’appunto Pazzali, ex titolare dell'agenzia investigativa, l'esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, ma anche Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, il banchiere Matteo Arpe e Stefano Speroni, direttore affari legali Eni. Sono invece 832 le persone offese, presunte vittime di spionaggio, tra cui Ricky Tognazzi, Alex Britti, Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, Marcell Jacobs, Stefano Boeri, Paolo Scaroni.
Tra gli 81 indagati della chiusura indagini di aprile scorso, in sei hanno raggiunto accordi con i pubblici ministeri per chiedere patteggiamenti. Tra questi Pierfrancesco Barletta, ex socio di minoranza di Equalize ed ex del cda di Leonardo, ma anche alcune posizioni relative al caso Number1.
«Barletta, originariamente indagato per due presunti episodi di accesso abusivo a un sistema informatico, risulta estraneo alla richiesta di rinvio a giudizio avendo ampiamente dimostrato, anche attraverso un interrogatorio, l’infondatezza della prima contestazione. Per quanto riguarda la seconda contestazione, gli inquirenti hanno ritenuto di operare una derubricazione in “tentativo” di accesso abusivo a sistema informatico. Per quest’ultima ipotesi, è stato raggiunto un accordo con la Procura per definire la posizione di Barletta con l’applicazione di una pena pecuniaria», hanno fatto sapere i legali Francesco Centonze e Alessandro Tondo.
Dall'inchiesta, condotta dal Ros dei carabinieri e coordinata dai pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi della procura diretta da Marcello Viola, e pure dai colleghi della Dna, col pm Antonello Ardituro, era venuta a galla anche una «molteplicità di società» in tutta Italia che si passavano informazioni riservate, «esfiltrate» da banche dati, in un mercato parallelo di dossieraggi illegali. Poi, casi già noti, come lo spionaggio ai danni del velocista Jacobs, che sarebbe stato commissionato dal fratello del compagno di staffetta Tortu, e quello che sarebbe stato richiesto, secondo i pm, dal capo ufficio legale di Eni.
I magistrati, sempre ad aprile, avevano già chiesto il processo per 13 persone, tra cui Pazzali. Ora anche la seconda richiesta di rinvio a giudizio per 74 persone sarà valutata da un gup, dopo che sarà riunita con la prima tranche. L'inizio dell'udienza preliminare è in programma ad ottobre.
Tra gli imputati anche manager Erg, Heineken e Barilla e poi ancora il caso di chat manipolate dell'archistar Boeri.
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