«Atto dovuto e inevitabile, diretta conseguenza dell’improvvisa scadenza fissata per la chiusura dell’area a caldo già nel mese di ottobre», ha fatto sapere Convertino
È partito il licenziamento collettivo per 2500 lavoratori delle imprese dell’indotto-appalto ex Ilva di Taranto. A comunicarlo è stato Nicola Convertino, presidente dell’Aigi (Associazione italiana giuristi di impresa) che ha inviato ai sindacati le lettere relative alla procedura di licenziamento. «Si tratta di un atto estremo e doloroso, al quale non avremmo mai voluto fare ricorso», ha spiegato Convertino, definendo un «atto dovuto e inevitabile, diretta conseguenza dell’improvvisa scadenza fissata per la chiusura dell’area a caldo già nel mese di ottobre. Siamo giunti a questo punto a causa della totale assenza di una ragionevole programmazione che avrebbe potuto mettere in sicurezza le nostre aziende».
Le lettere sono arrivate proprio il giorno dopo la fine dei Giochi del Mediterraneo che si sono tenuti nella città di Taranto e che ha visto la partecipazione della premier Giorgia Meloni nella giornata inaugurale.
Nella sua lettera, Convertino ha criticato le scelte di Comune, Regione e governo di questi anni, ricordando che «un grande complesso siderurgico non diventa ecologicamente innocuo per il solo fatto di cessare la produzione» e «persino chi ritiene inevitabile la conclusione del ciclo integrale dovrebbe esigere una transizione ordinata, finanziata e tecnicamente governata».
Il futuro dell’ex Ilva
Al momento non è chiaro il futuro dell’impianto siderurgico nonostante le diverse proposte d’acquisto che sono pervenute. A margine del Forum Ambrosetti il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha fatto sapere che per martedì sono convocati a Palazzo Chigi i sindacati, gli enti locali, le imprese e le altre rappresentanze per un vertice.
«Le proposte vincolanti allo stato sono due, una è di Jindal, l’altra del Fondo americano Facks - spiega il ministro -. Jindal, peraltro, l'ha aggiornata alla luce del decreto della Corte d'Appello che impone la chiusura dell'aria a caldo entro il 28 ottobre. A queste due proposte, che possono sempre essere sarà aggiornate, secondo il modello competitivo della gara internazionale in atto, si sono aggiunte due manifestazioni di interesse». Una di queste è di una cordata italiana alla quale partecipano 14 aziende siderurgiche del paese. «La cordata ha presentato una manifestazione di interesse, come altri, e i commissari la stanno valutando, avendo fissato peraltro un limite per la presentazione di quello che sarà poi il piano industriale, la proposta vincolante», ha concluso il ministro.
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