«L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela», sono le parole, drammatiche, del capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, che oggi si è recato a Niscemi. «La frana – ha aggiunto – è ancora attiva. La situazione è molto, molto complicata»

La cittadina in provincia di Caltanissetta, colpita da una frana durante la recente ondata di maltempo, continua a tenere col fiato sospeso tutti. Attualmente gli sfollati sono almeno 1.500. Per loro sono in arrivo contributi del fondo Cas dello stato: 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo familiare per un anno.

Il clima tra gli abitanti è estremamente teso. «Cosa è stato fatto in questi 30 anni?» è la domanda che si sente ripetere. Il riferimento è al 12 ottobre 1997 quando una frana ha interessato la parte meridionale del centro abitato, anche allora con gravi danni e molti sfollati.

La tensione è palpabile. Sul posto è arrivato il procuratore di Gela, Salvatore Vella, che ha messo in guardia: «Si potrebbero verificare problemi di ordine pubblico. Questo è un momento di preoccupazione. La zona da monitorare è molto grande e le forze attualmente sono esigue. Servono più uomini per vigilare sulla zona rossa, per sventare i rischi di sciacallaggio e monitorare i varchi».

La segretaria del Pd Elly Schlein, in visita a Niscemi, ha detto che «i danni sono ingenti, sarebbe utile destinare lì le risorse che invece sono state messe su infrastrutture inutili che non potranno andare avanti». La segretaria ha anche chiesto di sospendere il pagamento dei tributi agli sfollati.

Le opposizioni attaccano il governo sui cento milioni stanziati ieri dal Cdm per lo stato di emergenza nazionale in Sicilia, Calabria e Sardegna dopo il passaggio dell'uragano Harry. A fronte di danni stimati nell'ordine di miliardi di euro, questi fondi appaiono briciole, soprattutto perché non contemplano la grande frana di Niscemi.

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