Il servizio di Raffaele Marco Della Monica, Raffaele Manco e Irene Sicurella per la trasmissione, in onda martedì 11 agosto su Rai 3, raccoglie le testimonianze di chi, all’interno delle grandi aziende tecnologiche, si oppone alla collaborazione tra l’intelligenza artificiale e l’industria della difesa
L’intelligenza artificiale non è più soltanto uno strumento per generare testi, riconoscere immagini o analizzare dati. Le stesse tecnologie sviluppate dalle grandi aziende tecnologiche vengono sempre più utilizzate anche nel settore della difesa, per individuare obiettivi, analizzare informazioni e supportare decisioni militari.
È su questo rapporto tra Big Tech e industria della difesa che si concentra «Goodbye Human», il reportage di Raffaele Marco Della Monica, Raffaele Manco e Irene Sicurella per Il Fattore Umano, in onda martedì 11 agosto alle 23.30 su Rai 3.
La ribellione dei dipendenti
Il reportage racconta le storie di dipendenti ed ex dipendenti delle grandi aziende tecnologiche che hanno deciso di contestare la collaborazione con il settore militare. Tra le testimonianze c’è quella di Sofia Liguori, ingegnere di Google DeepMind, che spiega come tecnologie nate per elaborare immagini e fotografie possano essere utilizzate anche per sistemi di sorveglianza e targeting militare.
L'ingresso dell'intelligenza artificiale nella guerra pone una questione di responsabilità: chi decide come utilizzare questi sistemi? E soprattutto, dove deve essere fissato il limite quando un algoritmo può contribuire a una decisione che riguarda la vita o la morte?
Il ruolo dell’Ia
Le grandi aziende tecnologiche sono diventate attori sempre più importanti nel settore della difesa. I loro sistemi possono offrire agli eserciti strumenti per elaborare una quantità di informazioni che sarebbe impossibile gestire manualmente. Ma l'automazione delle decisioni militari apre anche domande sul ruolo dell'essere umano e sul controllo delle tecnologie.
«Goodbye Human» prova a raccontare questa trasformazione attraverso le persone che l'hanno vissuta dall'interno, mostrando le tensioni tra innovazione tecnologica, sicurezza nazionale e responsabilità etica.
Il reportage fa parte della quinta stagione de Il Fattore Umano, la serie ideata da Raffaella Pusceddu e Luigi Montebello e prodotta da Rai – Direzione Approfondimento. Al centro di questa stagione c'è la guerra, raccontata non soltanto attraverso i combattimenti, ma anche attraverso gli effetti che i conflitti producono sulle società, sui linguaggi e sulle persone.
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