Un cittadino calabrese di 25 anni sarà trasferito all’ospedale Spallanzani di Roma e sarà sottoposto ad accertamenti ed esami clinici per verificare la sua positività all’Hantavirus. Il giovane era stato a bordo del volo Klm sul quale è stata per pochi minuti una donna sudafricana poi deceduta per il virus. In un primo momento era stato comunicato che il 25 enne aveva manifestato sintomi, notizia poi smentita in un secondo momento. «Non ha mai avuto sintomi riconducibili ad Hantavirus», ha assicurato infatti Giusy Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni dove vive il ragazzo.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, intanto, i casi confermati sono undici.

I casi sotto monitoraggio

Invece sta bene e non presenta sintomi il marittimo di Torre del Greco posto in quarantena fiduciaria per decisione del sindaco della città vesuviana, Luigi Mennella, e dell'Asl di competenza.

Il paziente veneto «ha effettuato il test ed è negativo all’hantavirus». A rendere nota la notizia Maria Rosaria Campitiello, direttrice della Prevenzione al ministero della Salute, intervenuta questa mattina a Radio anch’io, la trasmissione di Rai Radio 1. Si tratta di un cittadino sudafricano in isolamento fiduciario a Padova, uno dei quattro passeggeri a bordo dell’aereo che ha fatto scalo a Roma e su cui era salita per pochi minuti a Johannesburg una donna poi ricoverata e deceduta per il virus.

La negatività del test non significa però, ha precisato Campitiello, «che non potrebbe un domani positivizzarsi ma ci lascia ben sperare il fatto che sia asintomatico e che abbia un test oggi negativo, ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza». Una notizia che lascia «buone speranze».

Campitiello spiega inoltre che «a oggi il virus sembra avere una contagiosità molto bassa ma soprattutto sembra averla in presenza di sintomi». Secondo gli ultimi articoli della letteratura scientifica, prosegue, la diffusione del virus avviene attraverso particelle aeree «solo quando ci sono sintomi», ma nella maggior parte dei casi «si trasmette con gli escreti dell'urina, della saliva, dei roditori, non a livello interumano». Esiste poi, aggiunge, una piccola percentuale di trasmissione «da parte di un individuo sintomatico a un altro individuo, ma devono stare in ambienti ristretti e prolungati per molto tempo».

Ciò non significa che chi risulta positivo al test sia necessariamente contagioso, senza contare che «esiste anche il falso positivo».

La circolare del ministero

Con la circolare del ministero della Salute sull’hantavirus è stato elevato il livello di allerta, perché il dicastero ha agito «nel principio della massima cautela», nonostante il rischio in Europa sia «basso», ha continuato la capo dipartimento. 

Nel testo sono poi state «semplicemente ricordate» le misure già esistenti negli aeroporti, che prevedono che – in caso di pazienti a bordo con sintomi o sospetto di sintomo – vada avvertito l’Usmaf. In questo modo, avvisato il ministero, si mette in allerta tutto il sistema di sorveglianza.

L’Italia ha quindi agito per prudenza, conclude Campitiello, perché la pandemia da Covid-19 «ci ha insegnato che non esistono certezze. Sicuramente abbiamo un sistema italiano sanitario pronto che sta seguendo tutte le procedure sanitarie possibili e l’Europa ha risposto bene, perché è stato messo in atto un meccanismo di controllo», ma «i virus non hanno un passaporto».

La Hondius

Intanto, è atterrato a Eindhoven, nei Paesi Bassi, anche l’ultimo aereo con a bordo passeggeri ed equipaggio evacuati dalla nave da crociera Mv Hondius, dove è stato rilevato un focolaio di hantavirus.

La Hondius ha invece lasciato lunedì l’isola di Tenerife in direzione Rotterdam, nei Paesi Bassi, dove attraccherà per essere disinfettata. A bordo si trovano ancora 25 membri dell’equipaggio e due membri del personale medico; la nave trasporta anche la salma di un passeggero tedesco deceduto durante la crociera.

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