Decine di passeggeri della nave Hondius sono sbarcati alle Canarie. In Italia, al momento, non risultano casi confermati, anche se quattro persone sono sotto sorveglianza sanitaria dopo aver viaggiato su voli collegati a una delle vittime del focolaio. Si riapre il dibattito attorno all’Oms
«Il mio pieno supporto e gratitudine al governo spagnolo e ai nostri partner internazionali per la risposta coordinata alla situazione dell’hantavirus». Così il presidente del Consiglio europeo, António Costa, si è complimentato a margine delle operazioni di sbarco dei passeggeri e dell’equipaggio della nave da crociera Mv Hondius a Tenerife.
Monica García, ministra spagnola della Sanità, ha aggiornato invece sulle operazioni di sbarco, riguardanti le 54 persone che ieri erano rimaste sulla Hondius. In 28 sono sbarcate nel tardo pomeriggio alle Canarie, «e 26 resteranno a bordo, con rotta verso i Paesi Bassi».
Sorveglianza sanitaria
Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) continua a monitorare il cluster identificato tra le circa 147 persone coinvolte nel viaggio, che conta sette casi su nove confermati come virus di ceppo Andes e un totale di tre decessi. Secondo Olivier Le Polain, responsabile dell’unità Epidemiologia e Analisi per la risposta dell’Oms, «è durante i primi giorni o nei primissimi istanti della malattia che la contagiosità è massima».
In Italia, al momento, non risultano casi confermati, anche se quattro persone sono sotto sorveglianza sanitaria dopo aver viaggiato su voli collegati a una delle vittime del focolaio. Si tratta di un marittimo di Torre del Greco, posto in quarantena obbligatoria con un’ordinanza del sindaco, di un altro marittimo residente in Calabria, anche lui in quarantena obbligatoria, di una donna residente in provincia di Firenze e di un turista proveniente dal Sudafrica giunto a Padova, quest’ultimi in isolamento volontario. Nessuno di loro presenta, al momento, sintomi riconducibili all’infezione.
La Francia ha invece confermato un nuovo caso positivo in una passeggera evacuata dalla nave e ricoverata in un centro specializzato dopo il peggioramento delle condizioni durante il trasferimento verso Parigi. Negli Stati Uniti, le autorità sanitarie hanno comunicato che un passeggero evacuato dalla nave presenta sintomi lievi, mentre un secondo è risultato «debolmente positivo» al test PCR.
Monitoraggi e controlli sono stati attivati anche in Spagna (che ha un caso sospetto), Paesi Bassi, Belgio, Regno Unito, Germania e Grecia, in coordinamento con le autorità sanitarie internazionali. Oggi, il presidente spagnolo Pedro Sanchez riceverà il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Grebreyesus e al termine dell’incontro sarà indetta un’attesa conferenza stampa.
«Rischio molto basso»
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Oms, i casi confermati sono riconducibili al virus Andes, una variante di hantavirus presente soprattutto in Sud America e una delle poche forme per cui siano stati documentati casi di trasmissione da persona a persona, generalmente dopo contatti stretti e prolungati.
Gli hantavirus sono virus zoonotici trasmessi principalmente dai roditori all’essere umano attraverso l’inalazione di particelle contaminate da urine, saliva o feci, mentre la trasmissione interumana resta rara e non rappresenta la modalità principale di diffusione.
È su questo punto che insistono sia l’Oms sia l’Ecdc, che ha definito «molto basso» il rischio per la popolazione europea, sottolineando che i casi restano circoscritti e che sono già state attivate misure di contenimento, tracciamento e sorveglianza sanitaria.
Nelle indicazioni aggiornate l’8 maggio, l’Oms raccomanda per i contatti ad alto rischio una sorveglianza attiva di 42 giorni dall’ultima esposizione, con monitoraggio quotidiano di eventuali sintomi, mentre per quelli a basso rischio è prevista una sorveglianza passiva basata sull’autosegnalazione.
Restano inoltre raccomandati l’isolamento dei casi sospetti e confermati, l’utilizzo di dispositivi di protezione per il personale sanitario e precauzioni aggiuntive nelle procedure che possono generare “aerosol”. Al momento non esistono vaccini autorizzati né terapie antivirali specifiche, proprio ieri il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, ha sottolineato come «la strada per arrivare a un vaccino contro l’hantavirus è assolutamente percorribile, ma siamo fiduciosi che non ve ne sarà l’esigenza».
Chi vuole uscire dall’Oms
Anche il ministero della Salute italiano ha confermato che l’allerta rispetto al rischio Hantavirus rimane basso. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare una circolare per le regioni e gli uffici di frontiera che conterrà indicazioni su tracciamenti, sorveglianza attiva ed eventuali isolamenti fiduciari. Mentre sul piano politico, il caso riporta al centro anche il ruolo della cooperazione sanitaria internazionale.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Consiglio Esteri di Bruxelles, ha ribadito la sua contrarietà ad un’uscita dell’Italia dall’Oms. Una presa di distanza dalle posizioni sovraniste emerse nell’ultimo anno sia negli Stati Uniti trumpiani – che il 22 gennaio 2026 sono ufficialmente usciti dall’organismo, scelta rivendicata da Donald Trump ieri – sia in alcuni settori della destra di governo.
Era gennaio 2025, quando la Lega aveva depositato un disegno di legge al Senato per lo stop all’adesione dell’Italia all’Oms, auspicando «condivisione» da parte degli alleati del centrodestra. Il senatore leghista Claudio Borghi aveva parlato dell’Oms come di «uno stipendificio inutile agli interessi nazionali, un carrozzone che non fa del bene al mondo ma solo ai propri dipendenti».
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