Coldiretti e Anci hanno firmato un protocollo d’intesa che avvia una collaborazione strutturale tra il mondo agricolo e l’Anci (Associazione dei comuni italiani) con l’obiettivo di rafforzare la qualità del cibo, la salute dei cittadini e lo sviluppo delle comunità locali. L’intesa ha l’obiettivo di connettere diverse realtà della filiera agroalimentare dei mercati contadini nei centri urbani alle mense scolastiche, sviluppando in contemporanea l’educazione alimentare e la tutela del territorio.

L’intesa

Il protocollo riconosce all’agricoltura un ruolo multifunzionale che include non solo l’aspetto produttivo ma anche quello sociale, ambientale e culturale. L’intesa siglata giovedì 22 gennaio attribuisce inoltre ai comuni una funzione centrale come presidio di comunità e snodo tra cittadini e filiera agroalimentare.

Coldiretti e Anci si impegnano così a confrontarsi periodiodicamente per garantire un’applicazione omogenea delle norme sul territorio nazionale e con una particolare attenzione alla tassa sui rifiuti (Tari). 

Nello specifico, uno degli assi principali del protocollo riguarda la ristorazione collettiva: l’intesa punta ad aumentare nelle mense pubbliche e scolastiche l’utilizzo di prodotti made in Italy, locali, stagionali, biologici e da filiera corta. Sostenendo i comuni nella definizione di capitolati che valorizzino qualità, trasparenza e origine delle forniture.

Secondo un’indagine Coldiretti/Censis, solo il 38 per cento dei cittadini ritiene oggi adeguate le informazioni nelle mense. L’86 per cento invece chiede più alimenti di stagione.

Educazione alimentare

Il protocollo, nello specifico, si concentra soprattutto nell’educazione alimentare negli istituti scolastici attraverso la configurazione di percorsi didattici con la costituzione di laboratori e progetti territoriali per promuovere il benessere nutrizionale, valorizzare la dieta mediterranea e contrastare la diffusione dei prodotti ultra-processati.
«La firma di questo protocollo rappresenta un passaggio importante perché unisce due realtà che operano quotidianamente al servizio delle comunità come gli agricoltori e i comuni», ha dichiarato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. «L’alleanza mette al centro il cibo, la salute dei cittadini e la tutela dei territori, riconoscendo la funzione sociale ed economica dell’agricoltura italiana».

«Con questo accordo – continua Prandini –  lavoriamo per portare più prodotti locali e di qualità nelle mense pubbliche, per rafforzare l’educazione alimentare dei giovani e per contrastare modelli alimentari basati su prodotti ultra-formulati privi di valore nutrizionale». «Insieme possiamo offrire nuovi servizi ai cittadini e contribuire a costruire comunità più sane, consapevoli e resilienti», ha concluso. 

I comuni italiani

Anche il delegato nazionale dell’Anci per l’agricoltura, il sindaco di Pisa Michele Conti, ha sottolineato come l’intesa abbia il valore di rafforzare il legame tra enti locali, comunità e mondo agricolo.

«Un impegno riconosciuto – ha sottolineato Conti –  già nel novembre scorso con la sottoscrizione della “Carta di Pisa” che assegna ai comuni il compito di salvaguardare le tradizioni produttive, tutelare la qualità alimentare e la valorizzazione delle identità locali, in un’ottica di collaborazione stabile con il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e con l’intera filiera agroalimentare, alla luce del riconoscimento dello scorso dicembre della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco».

Per poi aggiungere: «I comuni sono un soggetto fondamentale per promuovere nel migliore dei modi la filiera corta che connetta agricoltori del territorio e consumatori. Ma hanno un ruolo centrale anche sul piano della conservazione del paesaggio e della tutela ambientale e culturale, garantendo così che il paesaggio agricolo italiano non venga abbandonato o consumato impropriamente». 

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