I giudici di legittimità hanno annullato con rinvio le ordinanze del Riesame che confermavano gli arresti del gip del tribunale di Genova nei confronti del presidente dei palestinesi in Italia, recluso da dicembre scorso
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le ordinanze del Riesame che confermavano gli arresti del gip del tribunale di Genova nei confronti del presidente dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, Ra'ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, in carcere con l'accusa di avere finanziato Hamas.
La Suprema Corte ha inoltre decretato inammissibili i due ricorsi della procura di Genova contro la scarcerazione, decisa dal tiibunale del Riesame in precedenza, nei confronti di Raed Al Salahat, 48 anni, difeso dagli avvocati Samuele Zucchini ed Emanuele Tambuscio e di Khalil Abu Deiah, legale rappresentante dell'associazione La Cupola d'Oro. Per quanto riguarda l'annullamento delle ordinanze di arresto, il Riesame avrà adesso dieci giorni per riesaminare il caso.
Nei giorni scorsi la requisitoria dei pg di Cassazione, che avevano parlato dell’«inutilizzabilità» delle prove dell’Intelligence israeliane confluite nel fascicolo di Genova.
«In attesa delle motivazioni, ciò che oggi è certo è che la Corte di Cassazione ha ritenuto non potersi fondare la restrizione della libertà personale su materiali provenienti da apparati la cui affidabilità istituzionale è radicalmente compromessa: vertici destinatari di mandati di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini commessi nel medesimo contesto operativo da cui quei materiali provengono, uno Stato sotto misure provvisorie della Corte Internazionale di Giustizia per rischio di genocidio, un sistema in cui chi ha tentato di investigare le accuse di torture contro prigionieri inermi è stato arrestato e il diritto internazionale viene dichiaratamente delegittimato salvo tentare di strumentalizzarlo ai fini militari. Materiali di questa provenienza non possono fondare provvedimenti di carcerazione: la Cassazione lo ha confermato, gli anticorpi dello Stato di diritto hanno retto contro il tentativo di trasformare le aule di giustizia in camera di compensazione dell’intelligence militare di uno Stato straniero in guerra», ha commentato l’avvocato della difesa Nicola Canestrini.
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