Il progetto, curato dalla Ong Acs punta a ripristinare forme essenziali di connessione nella Striscia, dove i blackout e i danni alle infrastrutture hanno interrotto le comunicazioni fin dalle prime fasi del conflitto
Gaza Cola arriva nei punti vendita di Unicoop Firenze distribuita da Equodistro. La bevanda, nata nel 2023 da un’idea dell’attivista e regista palestinese Osama Qashoo, fondatore della Palestine House di Londra, sarà disponibile in circa sessanta negozi Coop.fi in Toscana, fino al 17 novembre.
Il prodotto è legato a un’iniziativa di sostegno alle comunicazioni nei territori palestinesi colpiti dal conflitto. Il 5 per cento del ricavato delle vendite sarà destinato a GazaWeb, progetto promosso dalla Ong Acs – Associazione di cooperazione e solidarietà Onlus, con l’obiettivo di garantire connettività alla popolazione civile.
Il progetto nasce in risposta alle difficoltà di accesso alle reti di comunicazione, compromesse da danni alle infrastrutture, interruzioni elettriche e limitazioni tecniche. «La cosa più forte sono i legami umani. L’obiettivo è mantenere un canale di comunicazione tra le persone, tenere in piedi almeno una rete minima che permetta alle comunità di restare unite, di sapere cosa succede»: così Manolo Luppichini, videomaker e attivista, ha presentato a Domani il progetto di GazaWeb, Gli alberi della rete.
L’intervento punta a ripristinare forme essenziali di connessione nella Striscia, dove i blackout e i danni alle infrastrutture hanno interrotto le comunicazioni fin dalle prime fasi del conflitto. La rete si basa su dispositivi essenziali: smartphone, power bank ed e-sim alimentati da pannelli solari, installati su strutture improvvisate. Ogni punto diventa un hotspot che consente a decine di persone di collegarsi e scambiare informazioni. «Ci siamo accorti subito che il problema era la mancanza di connessione: senza, non si riusciva più a parlare con le persone sul territorio», aggiunge.
«GazaWeb – dice Manolo Luppichini - dimostra che l’ingegno collettivo può far rinascere l’umanità, anche sopra alle macerie e dentro una catastrofe umanitaria di proporzioni inimmaginabili come quella che è in corso a Gaza». Alla presentazione fiorentina è arrivato anche Osama Osama Qashoo che ha approfittato dell’occasione per ricordare come è nato il progetto Gaza Cola. «Il nostro viaggio è iniziato con una semplice idea: e se ogni sorso che fai potesse aiutare a ricostruire Gaza? Da qui, da questo pensiero, è nata Gaza Cola. L’idea è offrire una bevanda frizzante che, oltre a dissetare, porti con sé un messaggio di solidarietà e resistenza, facilmente accessibile a tutti».
E, ha aggiunto, «La Gaza Cola rappresenta un simbolo di libertà e un mezzo attraverso il quale tutti, con un piccolo contributo, possono dare un sostegno alla popolazione palestinese».
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