«Steven è profondamente turbato per quello che è successo», dice a Domani l’avvocato Nino Grassi. Lo «Steven» di cui parla è Steven Tyler – all’anagrafe Steven Victor Tallarico – frontman degli Aerosmith, nonché suo cugino. Grazie a una diffida della rockstar, che ha origini italiane e più in particolare del piccolo borgo di Cotronei, la procura di Crotone ha avviato l’indagine che ha scoperchiato tutte le ombre dietro alla costruzione – ormai sfumata – di quello che avrebbe dovuto essere il museo del rock a lui intitolato.

Ma soprattutto, come anticipato dal Quotidiano del sud, ha appena chiesto il rinvio a giudizio per quattordici persone, tra vertici comunali – dal sindaco Antonio Ammirati al suo predecessore Nicola Belcastro – ai suoi funzionari, accusati a vario titolo di falso ideologico e materiale in atto pubblico, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione elettorale, concussione, estorsione e tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. 

L’inchiesta ha al centro la delocalizzazione del museo di Cotronei, per il quale erano stati ottenuti 1,3 miliardi di finanziamento dalla regione Calabria e che sarebbe dovuto sorgere all’interno di Palazzo Bevilacqua, dove avevano vissuto i Tallarico prima di emigrare negli Stati Uniti.

Tuttavia i vertici comunali chiedevano alla regione Calabria di autorizzazione lo spostamento del museo in un seminterrato, acquistato ad hoc: secondo loro, in base a quanto si legge nelle oltre venti pagine di decreto conclusione indagini, il proprietario del palazzo non aveva consentito alla cessione dell’immobile. Poi, in base a quanto sostenuto dai pm, si è scoperto che non era intercorsa alcuna comunicazione coi privati.

Da qui le indagini che hanno portato a galla un’altra serie di operazioni per cui ora dovranno rispondere gli imputati. L’udienza preliminare è fissata al 12 maggio. «Quella galleria museale se realizzata sarebbe diventata, considerato lo spessore artistico internazionale di Steven, un polo di attrazione turistico-culturale mondiale con evidenti riflessi sull’intera economia calabrese. Il treno si ferma una sola volta se non si prende in tempo. Nel nostro miserevole caso il treno non passerà mai più», commenta l’avvocato Grassi. 

Nel museo del rock di Cotronei sarebbe dovuta sorgere anche una scuola di musica per giovani fragili. Coi cimeli della rockstar, legatissima al borgo dei suoi avi. 

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