Il valore del grano è in discesa, rendendo l’attività delle aziende insostenibile. Proprio qui interviene NaturaSì con il suo progetto. Bastano 20 centesimi in più per chilo di pane e l’intera produzione agricola potrebbe essere salvata
La filiera di produzione del grano sta diventando insostenibile. Negli ultimi anni il suo valore è sceso vertiginosamente, arrivando a quota 33 centesimi al chilo lo scorso agosto, in piena raccolta. Il rischio concreto è quello di non avere più aziende disposte a coltivarlo. Infatti, secondo l'Istat, tra il 2006 e il 2025 la produzione di frumento tenero è calata del 21,4 per cento e quella di frumento duro del 9,3 per cento. Nel 2025 l'Italia ha importato 97 milioni di quintali di frumento, contro una produzione nazionale di circa 59,5 milioni. Nel dettaglio, il numero di aziende agricole nel paese è sceso più del 40 per cento.
Continuando a mancare il giusto sostegno, la coltivazione potrebbe essere abbandonata nel giro di pochi anni, e di conseguenza l’Italia stessa perderebbe la propria sovranità alimentare.
Proprio per questo NaturaSì, società italiana specializzata nella produzione e vendita di prodotti biologici e biodinamici, ha lanciato la campagna "20 centesimi oggi per avere pane anche domani", chiedendo ai propri clienti di riconoscere 20 centesimi in più per ogni chilo di pane. Il sovrapprezzo interesserebbe solo quest’ultimo, e non tutti gli altri prodotti derivati dal grano. Infatti, da solo, il pane assorbe circa metà dell’intera produzione. In questo modo sarebbero direttamente gli agricoltori a ricevere il contributo, i 20 centesimi infatti consentono di aumentare del 60 per cento il prezzo pagato proprio all’agricoltore.
Alla presentazione della campagna, l’8 ottobre a palazzo Giureconsulti di Milano, ha partecipato anche il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida con un videomessaggio. Il Ministro ha sottolineato il valore della produzione italiana definendo gli agricoltori «custodi dell'ambiente». Ha poi continuato: «Oggi mangiare può essere un atto rivoluzionario che cambia il nostro sistema produttivo, che valorizza la qualità, il rispetto dei lavoratori e dell’ambiente. I cittadini possono davvero dare una mano quando sanno scegliere e i luoghi che offrono una scelta di qualità e di livello devono essere riconoscibili come tali».
Fabio Brescacin, presidente dell’azienda, ha descritto il progetto come un modo per «creare consapevolezza e sostenere chi ci garantisce il cibo quotidianamente, partendo da un bene fondamentale come il grano e il pane». Si tratterrebbe di un primo, piccolo passo «necessario a smuovere le coscienze verso la costruzione di una comunità del cibo, indispensabile per garantire un’alimentazione sana, un’agricoltura che si rigenera e una Terra viva a disposizione delle future generazioni» dice il presidente.
La somma sarà raccolta direttamente nei punti vendita NaturaSì, e la campagna sarà rendicontata ogni tre mesi, per garantire la totale trasparenza. Qualora la somma raccolta non consentisse il raggiungimento dell’obiettivo perseguito, ovvero quello di 0,20€ in più per ogni chilo di grano venduto nel corso del 2026 rispetto al listino della Borsa di Bologna al 27 agosto 2026, sarà direttamente l’azienda a coprire la differenza residua.
Al contrario, se l’obiettivo venisse superato, l’eccedenza verrà distribuita tra aziende agricole biodinamiche ad organismo chiuso facenti comunque parte della filiera NaturaSì in proporzione ai volumi di grano venduti a NaturaSì nel corso del 2026. Entro il 15 novembre 2027 il totale sarà suddiviso ed erogato agli agricoltori in proporzione ai chilogrammi di grano venduti a NaturaSì nel corso del 2026. Ogni movimento sarà reso noto tramite il sito e la newsletter dell’azienda.
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