I reati ipotizzati a carico dei due sono la devastazione, le lesioni ad agente delle forze dell'ordine in servizio, la resistenza a pubblico ufficiale. Il bilancio degli identificati agli scontri del 25 luglio è destinato ad aumentare: si parla di circa quattromila persone
La giudice delle indagini preliminari del tribunale di Torino ha sciolto la riserva oggi, in tarda mattinata: i due tedeschi, entrambi ventenni, fermati su disposizione della procura guidata da Giovanni Bombardieri dopo gli scontri in Val di Susa, resteranno in carcere.
All’udienza di convalida gli arrestati, che il 25 luglio scorso avevano preso parte alla dimostrazione dei No Tav, hanno affermato di non aver partecipato agli scontri e di trovarsi in zona per presenziare al Festival dell’Alta Felicità.
I reati ipotizzati a carico dei due sono la devastazione, le lesioni ad agente delle forze dell'ordine in servizio, la resistenza a pubblico ufficiale. Sono contestate numerose aggravanti ma nessuna che riconduca al terrorismo.
Nei giorni scorsi erano stati fermati anche altri quattro cittadini di nazionalità diverse – due erano tedeschi e due francesi –, per tutti sono stati disposti fogli di via e d’allontanamento dall’Italia.
Il bilancio, intanto, degli identificati agli scontri sale ed è destinato ad aumentare: si parla di circa quattromila persone.
Da domani fino al 2 agosto è stato lanciato dal movimento No Tav un nuovo “campeggio di lotta”, in località Traduerivi, sulla spianata di Susa, nelle vicinanze di un'area (presidiata dalle forze dell'ordine) interessata da lavori propedeutici alla realizzazione della nuova ferrovia Torino-Lione.
«Riteniamo sia opportuno vietare campeggi, cortei e assembramenti nei pressi dei cantieri della Tav a chi nei giorni scorsi ha dato prova di odio, violenza e terrorismo. Nessuna tolleranza», ha commentato a questo proposito la Lega in una nota.
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