Il giovane era un addetto ai lavori di installazione in quota di un nuovo impianto di illuminazione del monumento e sarebbe caduto dall’impalcatura a dieci metri d’altezza. Si indaga sull’accaduto
L’ennesima morte sul luogo di lavoro. Intorno alla mezzanotte del 23 settembre un giovane operaio di 22 anni è morto al Colosseo dopo essere caduto da un’altezza di circa dieci metri. Il giovane era un addetto ai lavori di installazione in quota di un nuovo impianto di illuminazione del monumento e sarebbe caduto dall’impalcatura. Inutili i tentativi di rianimazione da parte del personale dell’Ares 118. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Roma Centro e del Nucleo investigativo, il medico legale, il pm di turno e il personale dell’ispettorato del lavoro e dell’Asl Spresal.
«Un evento tragico che ci lascia sgomenti e storditi. Le poche parole che riusciamo a esprimere le dedichiamo ad Andrea, alla sua famiglia, ai suoi affetti: rivolgiamo a tutti il nostro profondo, dolente cordoglio di fronte alla morte assurda di un giovane uomo impegnato nel proprio lavoro», ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli. In segno di lutto il Parco archeologico del Colosseo ha deciso di chiudere al pubblico per oggi il settore del secondo ordine in cui è avvenuto l’incidente. L’area, si legge in una nota, non è tuttavia sottoposta al sequestro da parte della magistratura, al momento impegnata nel determinare la dinamica dell’accaduto.
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