Dal primo ottobre al 31 dicembre i prezzi di alcuni prodotti di prima necessità e di largo consumo saranno ribassati o calmierati grazie al patto siglato oggi a Palazzo Chigi dal governo e dalle imprese. Tra i firmatari ci sono Ncd-Conad, Ancc-Coop, Federdistribuzione e Fiesa-Confesercenti e i rappresentanti delle farmacie e parafarmacie. 

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso l’ha definito il «trimestre anti inflazione», sottolineando che è importante che comprenda l’intero periodo natalizio. 

Per Urso rappresenta «un passo decisivo» a tutela del potere d’acquisto dei cittadini. Il piano prevede un impegno volontario concordato tra gli aderenti al fine di mantenere i prezzi contenuti. Resta però un punto di domanda sul numero delle adesioni. Secondo Lapresse sarebbero almeno 14mila i negozi che hanno preso parte al patto. Ma, secondo le promesse, i punti vendita dovrebbero raggiungere i 20-25mila. 

Come funziona

L’accordo prevede uno sconto di determinati prodotti del 10 per cento. La riduzione del prezzo sarà applicata non solo su alimenti di prima necessità come latte, uova, farina, pasta, carne e zucchero, ma anche su prodotti per l’igiene personale, la cura della casa e su alcuni farmaci.

I prodotti scontati saranno ben riconoscibili sugli scaffali dei supermercati grazie a un apposito bollino tricolore applicato sulla confezione. Potranno essere usate varie «modalità promozionali sui prodotti individuali o mediante iniziative sulla gamma di prodotti a marchio», come si legge sul sito del ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Chi aderisce

«Le 32 associazioni presenti rappresentano milioni e milioni di imprese italiane, da quelle agricole a quelle artigianali, dal mondo delle cooperative a quelle delle piccole imprese sino a coloro che sono più vicini ai consumatori, cioè gli esercenti e la grande distribuzione organizzata», ha detto la presidente Giorgia Meloni. 

L’elenco delle aziende che aderiranno sarà inviato al ministero delle Imprese e del Made in Italy e pubblicato sul sito del ministero. Dovrebbero far parte della lista le principali catene di supermercati, oltre che alcuni grandi marchi come Barilla, Lavazza, Nestlé, Ferrero e Mutti.

Le reazioni

Il presidente di Fiesa Confesercenti Daniele Erasmi ha detto che il patto anti-inflazione rappresenta «un trampolino di lancio e, in base ai risultati, si vedrà cosa fare per il nuovo anno».

Secondo Assoutenti «qualsiasi accordo teso a far diminuire i prezzi al dettaglio è una buona notizia, ma per capire quali reali vantaggi per le famiglie potrebbe determinare il paniere anti-inflazione occorrerà attendere e valutare i risultati sul campo». Per l’associazione ci sarebbero ancora troppe incognite come, ad esempio, l’elenco preciso dei prodotti soggetti agli sconti. E se l’adesione dei punti vendita sarà così rilevante da avere un impatto sulla spesa delle famiglie. Inoltre, senza la collaborazione delle aziende produttrici nel mantenere stabili i prezzi di vendita ai supermercati, l’arma potrebbe rivelarsi spuntata.

Per verificare che l’iniziativa prosegua nel modo auspicato, i membri della Commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi incontreranno il ministro Urso mercoledì 4 ottobre.


 

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