Il legame tra il marchio storico e la città nasce poco dopo la fondazione dell’azienda e continua ancora oggi. Un aspetto sottolineato dal sindaco Roberto Gualtieri, all’evento organizzato nel sito di Tor Sapienza: «È un pezzo importante della storia industriale e dell’identità cittadina»
«Un marchio straordinario per Roma, un pezzo importante della storia industriale e dell’identità cittadina». Roberto Gualtieri è consapevole che Birra Peroni viene fondata 180 anni fa a Vigevano, al tramonto del Regno Sabaudo. Da sindaco di Roma, però, è altrettanto conscio dell’impulso che il marchio è riuscito a dare alla capitale. «Quando la produzione è stata spostata qui, la manifattura era ancora poco diffusa e sviluppata. Peroni ha contribuito all’industrializzazione della città», sottolinea il primo cittadino durante la visita organizzata per celebrare i 180 anni dell’azienda presso lo stabilimento di Tor Sapienza, dove la birra nazionalpopolare viene prodotta dagli anni 2000.
Il legame tra Peroni e Roma è indissolubile. Sempre circoscritto all’interno delle Mura Aureliane, in pieno centro, salvo poi spostarsi nel nuovo secolo per esigenze logistiche. Semplicemente, era impossibile far coesistere un luogo di produzione così imponente nel cuore di una città come Roma.
Peroni, per Roma
Tutto comincia a due passi da Piazza di Spagna, in un piccolo stabile di via dei Due Macelli, civico 74. Laddove nel 1864 Francesco Peroni e soci avviano l’attività di produzione e vendita. Tempo pochi anni e c’è già bisogno di muoversi. È il 1871 quando l’immobile di proprietà del Manicomio Santa Maria della Pietà viene adibito a nuovo centro produttivo. Uno spazio da 3.200 metri quadrati, dentro cui lavoravano appena 30 persone. Peroni rimane in Vaticano per 25 anni. Poi, la svolta.
A inizio Novecento viene aperto il sito nel quartiere Salario - quindi fuori le Mura Aureliane - che rimarrà in funzione per 70 anni. Per Roma è un vanto: l’impianto si estende per tre lotti abitativi. Uno di questi, oggi, è diventato il MACRO. L’ultimo passo di questa storia ultracentenaria viene compiuto negli anni Settanta. Il sito di Tor Sapienza è grande oltre 200.000 metri quadrati e accoglie più di 400 dipendenti. Da qui escono in media 3 milioni di ettolitri di birra all’anno.
«La presenza di uno stabilimento produttivo così importante è un valore aggiunto per la città», afferma Gualtieri dopo averlo visitato. «Significa occupazione, competenze, presidio industriale e capacità di attrarre investimenti». Non a caso, nell’ultimo decennio Peroni ha stanziato oltre 60 milioni di euro per portare avanti l’innovazione tecnologica, rendere più sostenibile lo stabile e rinnovare la struttura per adattarla a chi la vive tutti i giorni. Dentro e fuori.
I destinatari non sono solo i dipendenti, ma anche il quartiere che ospita il sito. Uno degli interventi ha riguardato la nuova area di ingresso e parcheggio, pensata per una maggiore sicurezza degli autotrasportatori e dei lavoratori e per evitare ingorghi del traffico. L’innovazione ovviamente riguarda anche il fine ultimo dell’azienda: la birra. Da qualche anno Peroni ha iniziato a commercializzare anche quella analcolica. Si è mostrato dunque necessario investire in un nuovo impianto ad hoc, che include tecnologie di dealcolizzazione, l’adeguamento delle linee di confezionamento e nuovi serbatoi per lo stoccaggio.
Tra tradizione e innovazione
In occasione dell’anniversario, nella sede di Tor Sapienza è stata inaugurata anche l’installazione “La Scatola Rossa. Birra Peroni: da 180 anni, aperta al futuro”. Un percorso per immergersi all’interno della storia dell’azienda e vedere la sua trasformazione. «Birra Peroni si caratterizza per la sua originalità, ma rinnovandosi rimane fedele nel tempo», dice Gualtieri. «Un tocco di antico e moderno, a cui si aggiunge una grande capacità di stare sul mercato così competitivo».
Merito anche dell’importanza riservata alle persone e al pianeta. Per il quinto anno consecutivo Birra Peroni viene riconosciuta come Top Employer Italia ed è la prima azienda nel settore ad aver ottenuto la Certificazione sulla Parità di Genere, grazie alle sue iniziative pratiche, Come il progetto BeHere, incentrato soprattutto sull’ambito occupazionale. Stessa attenzione viene posta alla sostenibilità. Lo dimostrano la riduzione del 30 per cento delle emissioni di CO2 e quella del 10 per cento per i prelievi idrici, in linea con l’iniziativa dell’Onu “Legacy 2030” a cui Peroni aderisce. Per restare al passo, è stato lanciato anche il centro di agricoltura sostenibile Campus Peroni. «Ho fondato una fabbrica di birra che porta il mio nome e che avrà un futuro radioso in Italia e nel mondo», diceva Francesco Peroni. Centottanta anni dopo, aveva ragione.
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