Pietro Zantonini, 55 anni, è deceduto in un cantiere per le opere delle Olimpiadi invernali. Lavorava come vigilante con un contratto a termine, quella notte le temperature erano ben oltre i -10 gradi. La pentastellata Barzotti: «Evento inaccettabile in un contesto di appalti e subappalti dove la pressione sui tempi di consegna e la riduzione dei costi sembrerebbero prevalere sulla tutela della salute e della sicurezza». Disposta l’autopsia
«Un evento tragico e inaccettabile che si inserisce in un contesto di appalti e subappalti dove la pressione sui tempi di consegna e la riduzione dei costi sembrerebbero prevalere sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori»: con queste parole la deputata del M5s Valentina Barzotti, in commissione Lavoro, ha annunciato di aver presentato un’interrogazione parlamentare alla ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, in relazione alla morte di Pietro Zantonini, vigilante di 55 anni deceduto nella notte dell’8 gennaio mentre era a lavoro in un cantiere delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
«Alla ministra - continua Barzotti - chiedo una risposta su quattro punti specifici: quali iniziative di competenza, per il tramite dell’Ispettorato nazionale del lavoro, siano state prontamente attivate per accertare le responsabilità del datore di lavoro e del committente in ordine alla corretta valutazione del rischio microclima e all’apprestamento delle misure di protezione; se risulti che per tale cantiere sia stato redatto e regolarmente aggiornato il piano di sicurezza e coordinamento e se lo stesso prevedesse specifiche procedure per il personale di vigilanza notturna operante in condizioni meteorologiche avverse; quali misure urgenti intenda adottare per rafforzare i controlli nei cantieri legati alle infrastrutture di Milano-Cortina 2026, al fine di garantire che la celerità dei lavori non avvenga a discapito della vita umana; infine, se intenda istituire, a decorrere dall’anno 2026, un Fondo per far fronte alle integrazioni salariali per le sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa, necessarie per fronteggiare eccezionali situazioni climatiche, finalizzando il suddetto Fondo all’attivazione automatica della cassa integrazione in caso di specifiche condizioni climatiche avverse. Da Calderone ci aspettiamo risposte puntuali e, soprattutto, azioni concrete».
La ricostruzione
La tragedia si è consumata nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, nei pressi del cantiere dello stadio del ghiaccio, collegato alle opere per le Olimpiadi invernali che inizieranno il prossimo 6 febbraio.
L’uomo lavorava come vigilante ed era arrivato in Ampezzo lo scorso settembre con un contratto a termine, già prorogato, che sarebbe scaduto a fine gennaio. Durante il servizio trascorreva la notte in un gabbiotto riscaldato da una stufetta, uscendo ogni due ore per effettuare le ronde di controllo. Nella notte del decesso le temperature erano scese ben oltre i 10 gradi sotto zero.
Secondo le prime ricostruzioni, Zantonini avrebbe avvertito un malessere e poi avrebbe contattato telefonicamente alcuni colleghi. L’allarme è scattato poco prima delle 2, con la chiamata al 118. All’arrivo dei soccorsi, però, per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare: un malore improvviso lo aveva già ucciso.
La moglie, giunta a Cortina dalla Puglia, ha presentato denuncia ai carabinieri. Il pubblico ministero Claudio Fabris ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia, per chiarire le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità. La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Dragone, chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto e sottolinea come Zantonini avesse più volte espresso preoccupazioni per i turni notturni prolungati, le condizioni di lavoro e la carenza di adeguate tutele, soprattutto in presenza di temperature rigide.
Le reazioni
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sul lavoro, in particolare nei cantieri e nei servizi collegati ai grandi eventi. Una tragedia che arriva a poche settimane dall’avvio dei Giochi e che scuote il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi.
Simico, la società infrastrutture di Milano-Cortina, ha espresso cordoglio precisando che il cantiere non rientra tra quelli di propria competenza e attendendo gli esiti delle indagini. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha manifestato profondo dolore per la morte del vigilante, annunciando di aver chiesto informazioni dettagliate sul contratto e sulle mansioni svolte, ribadendo che la sicurezza sul lavoro deve avere priorità su qualsiasi altra esigenza, compresa la velocizzazione delle opere.
Cordoglio anche dal sindaco di Cortina Alberto Lorenzi e dal presidente del Veneto, Alberto Stefani, che ha definito «inaccettabile» la scia di morti sul lavoro che ha segnato l’inizio del 2026.
Dura la presa di posizione dei sindacati: la Cgil bellunese punta l’attenzione sulle turnazioni esasperate e sulle condizioni critiche nel settore della vigilanza privata, mentre Uil e Cisl chiedono di accertare se il senso del dovere e l’esposizione al freddo abbiano avuto un ruolo determinante nel decesso. Il sindacato Cobas del settore vigilanza di Brindisi ha organizzato un sit-in per venerdì 16 gennaio, dalle 9 in piazza Santa Teresa, per denunciare che «la morte di Zantonini, come tante altre, non è un fatto casuale, ma il risultato dei tanti ricatti di cui il mondo del lavoro è ormai pieno, spesso con il silenzio che equivale ad una collaborazione di chi all'interno dei luoghi di lavoro dovrebbe sostenere l'applicazione delle leggi, salvo poi successivamente piangere lacrime di coccodrillo in caso di incidenti». Cobas Brindisi ha sottolineato inoltre che «i problemi di sicurezza ci sono in tutto il settore della vigilanza».
Le indagini sono ora affidate alla magistratura, chiamata a chiarire se la morte di Pietro Zantonini sia stata una tragica fatalità o l’esito di condizioni di lavoro non adeguate.
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