L’articolo della prima pagina di Domani dell’8 novembre è di Ferdinando Cotugno: Alla Cop27 sul clima le trivelle e il gas del governo Meloni sono fuori posto.
Cotugno attualmente si trova a Sharm el Sheikh in Egitto dove è in corso la Cop27, la Conferenza sul clima delle Nazioni unite. L’evento è stato il debutto sulla scena della diplomazia del clima di Giorgia Meloni, che si è dedicata soprattutto a bilaterali strategici. Il più significativo è quello con il presidente egiziano Al Sisi.
Di fianco al pezzo principale c’è l’editoriale di Mario Giro, che chiede di non ridurre le manifestazioni per la pace dello scorso sabato a uno scontro tra i partiti. Secondo Giro, a nessuno dei manifestanti interessava il futuro del Pd o delle relazioni con i Cinque stelle. Oltre centomila persone non stavano in piazza per rifondare la sinistra. Erano lì per esprimere il fondo della loro inquietudine: come far terminare la guerra?
Nei richiami suggeriamo gli approfondimenti di Selvaggia Lucarelli che si domanda chi sarà la prossima vittima del manganello televisivo de Le Iene.
C’è poi l’approfondimento di Matteo Muzio sulle elezioni americane di midterm dove la strategia del Partito repubblicano è seguire la via tracciata da Trump. Infatti, gran parte dei candidati alle elezioni sono ultratrumpiani e non soltanto dal punto di vista ideologico. Ma qual è quindi il punto debole di questa strategia? Probabilmente la presenza stessa di Trump, al quale interessa ben poco delle fortune generali dei repubblicani.
Infine, nella sezione cultura segnaliamo l’articolo di Francesco Guglieri a pagina 14 e 15. Il libro Senza respiro di David Quammen non racconta dell’impatto sociale o economico della pandemia. È la cronaca di come la comunità scientifica ha affrontato la diffusione globale di un coronavirus. È la storia di un evento improvviso e ampiamente prevedibile, conseguenza inevitabile di una virosfera impazzita anche a causa del nostro stile di vita.
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