Dal 22 al 30 ottobre la XVII edizione dell’evento dal titolo What's Next? Running on the Edge. L'anteprima sarà dedicata al rapporto tra conflitti e fame nel mondo, il 14 ottobre al Centro studi americani
In un’epoca di transizione segnata da instabilità sistemica, conflitti aperti e latenti, crisi della cooperazione internazionale e progressivo indebolimento del multilateralismo, quale spazio resta alla diplomazia? È la domanda al centro della XVII edizione del Festival della Diplomazia, in programma a Roma dal 22 al 30 ottobre: What's Next? Running on the Edge è il titolo scelto quest’anno.
Il Festival, realizzato con il supporto e la collaborazione delle istituzioni, come il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, ha l’obiettivo di essere l’osservatorio strategico di riferimento per interpretare le grandi direttrici della politica internazionale, per avviare riflessioni efficaci sulla contemporaneità, in un momento in cui le regole, le istituzioni e i meccanismi che hanno governato l’ordine globale nel secondo dopoguerra appaiono sempre meno adeguati.
L’anteprima di What's Next? Running on the Edge sarà il 14 ottobre, alle 17, nella Galleria del Centro Studi Americani, in via Michelangelo Caetani 32, a Roma. Si aprirà con la presentazione del programma da parte del fondatore e segretario generale del Festival, Giorgio Bartolomucci, e con l'intervento dell'ambasciatore Giampiero Massolo, presidente del comitato scientifico.
La giornata proseguirà poi con il panel Conflicts, Emergency and Food Security. Un dibattito sul legame tra guerre e insicurezza alimentare: dalla Striscia di Gaza al Sudan i conflitti distruggono sistemi produttivi e reti di distribuzione, mentre la fame diventa uno strumento di pressione geopolitica.
Dal 22 ottobre, saranno più di cento gli appuntamenti che caratterizzeranno la XVII edizione del Festival della Diplomazia, tra incontri, dibattiti, workshop e lezioni universitarie, che coinvolgeranno diplomatici, studiosi, istituzioni, imprese e società civile. Al centro, la sicurezza energetica, la difesa comune europea, il futuro delle relazioni con Africa, America Latina e Mediterraneo, le nuove tecnologie e l'intelligenza artificiale.
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