La storica discoteca di via Tagliamento sotto sequestro preventivo: più clienti della capienza prevista, rischi sotto il profilo dell’evacuazione, cambiamenti all’impianto senza certificazioni e condizioni igienico-sanitarie precarie. Dopo la tragedia svizzera, il proprietario diceva di essere in regola. Anche a Cremona chiusi due locali
A 18 giorni dal tragico incendio in un locale di Crans-Montana, in Svizzera, proseguono i controlli a tappeto anche in Italia sulle misure di sicurezza nei luoghi di intrattenimento. Controlli che hanno portato, a Roma, al sequestro preventivo del Piper, la storica discoteca di via Tagliamento, per violazioni delle norme per la sicurezza.
Il sequestro, che dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria, si è reso necessario dal momento che i controlli sul Piper avrebbero evidenziato modifiche strutturali all'impianto senza certificazioni, rischi sotto il profilo dell'evacuazione di emergenza, pessime condizioni igienico-sanitarie e presenza di clienti di gran lunga superiore alla capienza prevista. Il decreto di sequestro preventivo, disposto dal pm, è stato seguito dagli agenti della Questura di Roma, che precisa che i controlli vanno avanti da tempo non sono aumentati dopo la tragedia di Crans-Montana.
L'operazione si pone in continuità con quanto già fatto lo scorso anno che, nonostante l'impegno del Giubileo, ha visto la polizia protagonista anche in chiave controlli. Erano stati, infatti, chiusi altri 60 locali per simili o analoghe irregolarità.
Le parole del proprietario dopo Crans-Montana
Il Piper Club è un pezzo di storia della vita mondana della Capitale e lo scorso anno ha festeggiato i 65 anni di attività. Fu infatti fondato da Alberigo Crocetta e Giancarlo Bornigia nel 1965 e nei decenni successivi è stato un locale di avanguardia che ha lanciato tanti artisti, da Caterina Caselli a Mia Martini, da Loredana Berté a Renato Zero, a Nada, a Patty Pravo, soprannominata addirittura “la ragazza del Piper”.
Proprio il proprietario del Piper, Giancarlo Bornigia, dopo la tragedia di Crans-Montana, aveva auspicato in un'intervista la creazione di una task force per controllare tutte le attività che, pur essendo prive dei requisiti di sicurezza, operano abusivamente come discoteche, e aveva assicurato che il Piper è un locale che da questo punto di vista offre garanzie: «Abbiamo otto uscite di sicurezza che devono essere sempre libere e dotate di porte con maniglioni antipanico che con apertura verso la via di fuga. Abbiamo anche due idranti e 15 estintori più due carrellati, oltre a un impianto d'allarme e al rilevatore antincendio con sensori sparsi nel locale che indicano se aumentano il fumo o la temperatura: in caso di pericolo scatta l'allarme, si attiva il sistema spinkler a pioggia dall'alto per disinnescare il rogo».
«Tutti questi dispositivi – aggiungeva il proprietario del Piper – devono essere controllati ogni sei mesi da una ditta che ne attesta l'idoneità».
Anche in Lombardia
Non è toccato solo al Piper, però. Anche a Cremona sono state chiuse due discoteche, con la sospensione delle licenze: si tratta del Juliette di Cremona per 15 giorni e il Moma Club di Crema per 8 giorni. La causa addotta dalla questura è stata che la decisione è stata presa «a seguito di ripetuti episodi criminosi e violenti registratesi dagli equipaggi della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri sia all’interno dei locali che all’esterno degli stessi».
In entrambi i locali, inoltre, «sono state accertate altresì diverse violazioni ed inottemperanze alla normativa di sicurezza nonché la somministrazione di bevande alcoliche sia a maggiorenni che a minori».
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