L’ipotesi di truffa aggravata ai danni dell’Inps è forse l’accusa politicamente più delicata per l’ex ministra del Turismo, a cui viene contestato di aver consapevolmente richiesto e ottenuto 126mila euro di cassa integrazione per il Covid per 13 dipendenti di Visibilia editore e Visibilia concessionaria, che però stavano regolarmente lavorando
La Consulta ha dichiarato ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Senato nei confronti della procura di Milano e relativa a Daniela Santanchè, tra gli imputati per la vicenda della truffa aggravata ai danni dell'Inps nel caso Visibilia. La Corte darà «immediata comunicazione» dell'ordinanza al Senato e notificherà la stessa ai pm milanesi.
Al centro della vicenda l'uso nel procedimento di «contenuti di posta elettronica» della senatrice e alcune «audio registrazioni occulte» di sue conversazioni agli atti del fascicolo senza la richiesta di autorizzazione alla Camera di appartenenza.
Il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato è infatti sorto a seguito della mancata richiesta dell'autorizzazione al Senato per poter utilizzare conversazioni e audio registrazioni “carpite clandestinamente" alla parlamentare e acquisite il 21 settembre 2023 come materiale probatorio.
Il procedimento attualmente si trova nella fase dell’udienza preliminare (e si è arenato in attesa della decisione della Consulta): ritenendo fosse stata violata l'immunità parlamentare perché tale materiale è assimilabile a corrispondenza e intercettazioni e come tale deve essere sottoposto ad autorizzazione, il Senato lo scorso 30 gennaio ha presentato il ricorso.
Lo scorso 28 maggio la Corte Costituzionale ha valutato l'ammissibilità: nei prossimi mesi, quindi, si entrerà nel merito della vicenda. Di conseguenza l'udienza preliminare è, in pratica, sospesa.
L’ipotesi di truffa aggravata ai danni dell’Inps è forse l’accusa politicamente più delicata per l’ex ministra del Turismo: a Santanché viene contestato di aver consapevolmente richiesto e ottenuto 126mila euro di cassa integrazione per il Covid per 13 dipendenti di Visibilia editore e Visibilia concessionaria, che però stavano regolarmente lavorando.
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