La Consulta ha dichiarato ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Senato nei confronti della procura di Milano e relativa a Daniela Santanchè, tra gli imputati per la vicenda della truffa aggravata ai danni dell'Inps nel caso Visibilia. La Corte darà «immediata comunicazione» dell'ordinanza al Senato e notificherà la stessa ai pm milanesi.

Al centro della vicenda l'uso nel procedimento di «contenuti di posta elettronica» della senatrice e alcune «audio registrazioni occulte» di sue conversazioni agli atti del fascicolo senza la richiesta di autorizzazione alla Camera di appartenenza.

Il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato è infatti sorto a seguito della mancata richiesta dell'autorizzazione al Senato per poter utilizzare conversazioni e audio registrazioni “carpite clandestinamente" alla parlamentare e acquisite il 21 settembre 2023 come materiale probatorio.

Il procedimento attualmente si trova nella fase dell’udienza preliminare (e si è arenato in attesa della decisione della Consulta): ritenendo fosse stata violata l'immunità parlamentare perché tale materiale è assimilabile a corrispondenza e intercettazioni e come tale deve essere sottoposto ad autorizzazione, il Senato lo scorso 30 gennaio ha presentato il ricorso.

Lo scorso 28 maggio la Corte Costituzionale ha valutato l'ammissibilità: nei prossimi mesi, quindi, si entrerà nel merito della vicenda. Di conseguenza l'udienza preliminare è, in pratica, sospesa.

L’ipotesi di truffa aggravata ai danni dell’Inps è forse l’accusa politicamente più delicata per l’ex ministra del Turismo: a Santanché viene contestato di aver consapevolmente richiesto e ottenuto 126mila euro di cassa integrazione per il Covid per 13 dipendenti di Visibilia editore e Visibilia concessionaria, che però stavano regolarmente lavorando.

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